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Sindone di Torino: un nuovo studio 3D riapre il dibattito sull’autenticità

Federica VitalePubblicato il Aggiornato il 2 min di lettura
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La Sindone sotto una nuova luce: parla la simulazione 3D

La Sindone di Torino, uno dei reperti religiosi più celebri e controversi al mondo, torna al centro del dibattito grazie a un nuovo studio scientifico pubblicato sulla rivista Archaeometry. Secondo quanto emerso, l’immagine dell’uomo impressa sul sacro lenzuolo non deriverebbe da un corpo umano reale, bensì da un modello tridimensionale: una scultura in bassorilievo.

Lo afferma il brasiliano Cicero Moraes, esperto di fama internazionale nel campo della ricostruzione forense, che ha già “ridato un volto” a personaggi storici come Antonio da Padova e Francesco Petrarca. Stavolta, Moraes ha applicato le sue competenze a un oggetto che da secoli divide credenti e scettici.

Due scenari a confronto: corpo umano o bassorilievo?

Utilizzando strumenti avanzati di modellazione 3D, Moraes ha simulato due possibilità:

  • Un lenzuolo virtuale steso su un corpo umano;
  • Lo stesso tessuto adagiato su una scultura a bassorilievo.

Il risultato è stato chiaro: solo il secondo scenario restituisce un’immagine coerente con quella impressa sulla Sindone. Al contrario, la simulazione con un corpo umano produce un’immagine distorta, poco compatibile con la famosa figura impressa sul tessuto conservato nel Duomo di Torino.

Un’ipotesi già nota, ora rafforzata

La possibilità che la Sindone sia un’opera medievale non è nuova. Già nel 1989, una datazione al radiocarbonio pubblicata su Nature aveva collocato il lino tra il 1260 e il 1390 d.C. Ma la novità di questo studio sta nella dimostrazione visiva e digitale, accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Secondo Moraes, una matrice a bassorilievo—probabilmente di legno, metallo o pietra—potrebbe essere stata riscaldata o trattata con pigmenti in modo da lasciare un’impronta solo nelle aree a contatto diretto con il tessuto. Un’operazione artigianale, sì, ma tutt’altro che improvvisata.

Tra fede, scienza e simbolo

Lo studio non pretende di chiudere il dibattito, anzi lo riapre sotto nuove prospettive. La Sindone rimane, per molti credenti, un oggetto di venerazione profonda, al di là delle sue origini materiali. Ma per gli studiosi, è anche un’opera affascinante da indagare con gli strumenti della scienza moderna.

Tra tecnologia e spiritualità, ciò che resta inalterato è il potere evocativo della Sindone, capace di generare ancora oggi domande, stupore e ricerca.