Cambia l’ora, cambia l’esito. È quanto emerge da uno studio recente pubblicato su Frontiers in Psychology, che ha analizzato un campione impressionante di oltre 100.000 esami orali universitari in Italia. Il risultato? A mezzogiorno, gli studenti hanno una probabilità sensibilmente più alta di superare l’esame rispetto a chi lo sostiene alle otto del mattino o nel tardo pomeriggio.
Una curva “a campana” che non lascia dubbi
Lo studio, guidato dal neuroscienziato Carmelo Vicario dell’Università di Messina, ha svelato un andamento sorprendente: alle ore 8.00 del mattino il tasso di promozione era del 54%, per poi salire fino al 72% intorno a mezzogiorno e scendere nuovamente al 51% verso le 16.00. Una distribuzione dei dati a forma di campana che lascia poco spazio all’interpretazione.
Studenti nottambuli, professori più generosi?
Secondo i ricercatori, la spiegazione potrebbe risiedere nel cronotipo degli studenti: molti giovani tendono a essere nottambuli, rendendo difficile un pieno rendimento nelle prime ore del mattino. A mezzogiorno, invece, il loro livello di attenzione e di energia sembra trovare un equilibrio ottimale. Ma non è solo una questione di sonno: anche l’umore e la prontezza dell’esaminatore, potenzialmente più ben disposto a metà giornata, potrebbero giocare un ruolo.
Le implicazioni per le università
“Come sempre, il meglio sta nel mezzo,” ha dichiarato Vicario, sottolineando come questo studio possa rappresentare un utile punto di partenza per ripensare la programmazione degli esami orali. Se gli atenei vogliono davvero promuovere equità e performance, forse dovrebbero tenere conto non solo delle date ma anche delle ore.
Il contesto conta, anche nei voti
Come sottolinea Thomas Lancaster dell’Imperial College di Londra, non coinvolto nella ricerca, l’orario è solo uno dei molti fattori che influenzano le prestazioni. Tuttavia, questo studio getta nuova luce su quanto sia importante il contesto temporale nelle valutazioni accademiche. Non resta che attendere se questa consapevolezza verrà tradotta in pratica nei futuri calendari universitari.
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