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Riscaldamento globale, si sta indebolendo il legame climatico tra Oceano Pacifico e Oceano Indiano

Marco InchingoliPubblicato il 4 min di lettura
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Immagine di magnific

L’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano sono separati geograficamente, ma climaticamente sono molto più connessi di quanto sembri. Per gran parte degli ultimi quattro secoli, le variazioni climatiche del Pacifico tropicale hanno esercitato una forte influenza sull’Indiano, contribuendo a sincronizzare temperature marine, circolazione atmosferica e precipitazioni. Ora questo rapporto sembra indebolirsi. Uno studio pubblicato il 26 agosto 2026 su Nature Communications conclude che le emissioni antropiche di gas serra stanno provocando una rottura eccezionale dell’accoppiamento climatico Indo-Pacifico. Secondo gli autori, il cambiamento recente appare senza precedenti nel contesto dell’ultimo millennio.

Non significa che gli oceani si stiano fisicamente separando

“Spezzare il collegamento” è naturalmente una metafora. Pacifico e Indiano continueranno a scambiarsi acqua e calore attraverso i mari dell’arcipelago indonesiano. Lo studio riguarda invece una connessione climatica, o teleconnessione: ciò che accade in una regione può modificare condizioni atmosferiche e oceaniche a migliaia di chilometri di distanza. Storicamente, la variabilità del Pacifico – compresi fenomeni legati a El Niño e La Niña – ha contribuito a influenzare fortemente il comportamento dell’Oceano Indiano. Dalla década del 1980, tuttavia, le osservazioni hanno mostrato una progressiva perdita di questa co-variabilità.

Coralli e stalagmiti raccontano quattro secoli di clima

Il problema per gli scienziati era stabilire se quanto osservato negli ultimi decenni fosse realmente eccezionale. Le misurazioni strumentali affidabili coprono infatti meno di un secolo, troppo poco per confrontare adeguatamente oscillazioni climatiche che possono avvenire su periodi molto lunghi. I ricercatori della Woods Hole Oceanographic Institution hanno quindi utilizzato archivi paleoclimatici, combinando informazioni conservate in coralli, anelli degli alberi e stalagmiti. Questi “registratori naturali” hanno permesso di ricostruire le temperature superficiali tropicali fino all’inizio del Seicento e di confrontarle con simulazioni climatiche estese all’ultimo millennio.

Per quasi 400 anni il rapporto è rimasto riconoscibile

La ricostruzione mostra che, per gran parte degli ultimi 400 anni, Pacifico e Indiano hanno mantenuto una relazione climatica relativamente coerente. Esiste però una significativa eccezione tra circa il 1810 e il 1850. In quel periodo il collegamento si indebolì temporaneamente e i ricercatori ritengono che la causa principale sia stata una serie di grandi eruzioni vulcaniche tropicali, tra cui quelle avvenute all’inizio dell’Ottocento. Le particelle immesse nella stratosfera dalle grandi eruzioni possono ridurre temporaneamente la quantità di energia solare che raggiunge la superficie, modificando temperature e circolazione atmosferica su scala planetaria.

Tambora mostra cosa può disturbare il sistema

Tra quelle eruzioni spicca quella del Tambora del 1815, una delle più potenti della storia documentata. Le simulazioni utilizzate nello studio indicano che grandi eruzioni tropicali possono indebolire temporaneamente l’influenza del Pacifico sul clima dell’Oceano Indiano. L’entità dell’effetto dipende però sia dalla forza dell’eruzione sia dalle condizioni climatiche preesistenti. Il confronto è importante perché dimostra che la connessione tra i due bacini non è immutabile. In passato, tuttavia, le perturbazioni vulcaniche erano temporanee; ciò che sta accadendo nell’epoca moderna appare diverso per origine e intensità.

Dagli anni Ottanta sta accadendo qualcosa di eccezionale

È qui che emerge il risultato principale. Secondo i ricercatori, dagli anni Ottanta la relazione tra Pacifico e Indiano si è nuovamente indebolita, ma questa volta il cambiamento è associato al riscaldamento prodotto dalle emissioni umane. Confrontando osservazioni, ricostruzioni paleoclimatiche e modelli, gli autori descrivono la recente separazione dei comportamenti climatici dei due bacini come eccezionale rispetto all’ultimo millennio. Il riscaldamento globale starebbe diventando abbastanza forte da sopraffare parte della naturale influenza esercitata dal Pacifico sull’Oceano Indiano, permettendo a quest’ultimo di comportarsi in maniera più indipendente.

Perché la separazione potrebbe cambiare le previsioni

Non si tratta soltanto di una curiosità oceanografica. Le teleconnessioni sono fondamentali per prevedere piogge, siccità e variazioni climatiche stagionali in numerose regioni. Se un determinato stato del Pacifico ha storicamente prodotto una risposta relativamente prevedibile nell’Oceano Indiano, i meteorologi e climatologi possono sfruttare quella relazione nei loro modelli. Se però il legame cambia, il passato diventa una guida meno affidabile. Gli autori sottolineano proprio questo aspetto: comprendere la crescente indipendenza dell’Indiano è importante per migliorare le previsioni future delle precipitazioni e di altre componenti del clima.

Il clima non sta solo diventando più caldo: sta cambiando le sue connessioni

Lo studio non sostiene che Pacifico e Indiano siano ormai completamente “scollegati”, né che il cambiamento sia irreversibile. Parla piuttosto di un indebolimento eccezionale della loro co-variabilità, ricostruito attraverso dati indiretti e simulazioni che inevitabilmente comportano incertezze. Il risultato evidenzia però una conseguenza meno intuitiva del cambiamento climatico. Aumentare la temperatura globale non significa semplicemente aggiungere qualche grado allo stesso sistema: può modificarne anche le relazioni interne. Correnti, atmosfera e oceani formano una rete planetaria nella quale un bacino influenza l’altro. Il riscaldamento antropico potrebbe ora riscrivere alcune di queste connessioni, rendendo l’Oceano Indiano più indipendente dal Pacifico e il futuro climatico più difficile da interpretare utilizzando soltanto le regole del passato.

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