Inutile nasconderlo, la maggior parte di noi è in qualche modo schiava dello zucchero. Se in qualche modo si vuole evitare di ingrassare troppo senza rinunciare al sapore dolce, bisogna fare affidamento ai dolcificanti artificiali. Se non fosse così, non ce ne sarebbero in grandi quantità. Da un lato sono considerati generalmente per la salute umana, ma sempre più studi stanno sottolineando dei rischi che compaiono solo sul lungo periodo.
Tra i tanti dolcificanti artificiali, per esempio, l’eritritolo è stato collegato a una compromissione della barriera protettiva del cervello. Si tratta di un rischio enorme in quanto può facilitare la comparsa di eventi cardiovascolari avversi come gli ictus. Il fenomeno è in realtà un banale stress ossidativo che porta le cellule a venire colpite da radicali liberi e rendere le difese generali meno efficaci.
Il rischio dei dolcificanti artificiali
Non è finito qua. L’eritritolo riesce anche a influenzare la capacità dei vari sanguigni di regolare proprio i flusso del sangue facilitando il trasporto delle cellule danneggiate. Nello specifico va a ridurre la produzione di ossido nitrico e aumenta l’endotelina-1 portando a uno scenario in cui l’ictus ischemico può presentarsi con maggiore frequenza. Non tutti i dolcificanti artificiali si comportando così, ma è un campo di studio ancora troppo giovane.
Le parole dei ricercatori: “Dolcificanti come l’eritritolo possono essere strumenti preziosi per la gestione del peso e la prevenzione del diabete, aiutando le persone a ridurre le calorie e a controllare i picchi di glicemia. Ma se il consumo regolare indebolisce potenzialmente le barriere protettive del cervello e aumenta il rischio cardiovascolare, i benefici potrebbero avere un costo significativo. La ricerca sottolinea una sfida più ampia nella scienza della nutrizione: comprendere gli effetti a lungo termine di additivi alimentari relativamente nuovi che sono diventati onnipresenti nella dieta moderna.”
