
Uno dei meccanismi principali individuati dai ricercatori riguarda l’emodinamica. L’atto di masticare aumenta la frequenza cardiaca e, di conseguenza, il flusso di sangue verso il cervello. In particolare, le scansioni fMRI hanno mostrato una maggiore attivazione della corteccia prefrontale e dell’ippocampo, aree deputate rispettivamente alle funzioni esecutive e alla memoria. Questo “lavaggio” di sangue ossigenato permette ai neuroni di lavorare con maggiore efficienza, riducendo la sensazione di annebbiamento mentale durante le ore pomeridiane.
Il chewing-gum come scudo contro lo stress
Masticare è un gesto ancestrale legato alla gratificazione, ma ha risvolti biochimici precisi. Lo studio ha rilevato che chi mastica gomma durante compiti stressanti presenta livelli di cortisolo salivare (l’ormone dello stress) significativamente più bassi. La masticazione ritmica stimola il nervo trigemino, che invia segnali al tronco encefalico capaci di inibire la risposta “attacca o fuggi” del sistema nervoso simpatico. Il risultato è una sensazione di calma vigile, ideale per affrontare scadenze pressanti senza farsi travolgere dall’ansia.
Vigilanza e tempo di reazione
La “teoria dell’arousal” suggerisce che la masticazione aiuti a mantenere il cervello in uno stato di allerta ottimale. Nei test di attenzione sostenuta, i partecipanti che utilizzavano chewing-gum hanno mostrato tempi di reazione più rapidi e una minore incidenza di errori dovuti alla stanchezza. Questo effetto è particolarmente evidente nei compiti monotoni: il movimento della mascella impedisce al cervello di scivolare nella “modalità default”, mantenendo attiva la rete di vigilanza necessaria per monitorare stimoli esterni.
Memoria di lavoro e richiamo delle informazioni
Esiste una correlazione positiva tra la masticazione e la memoria a breve termine. Durante gli esperimenti di memorizzazione di liste di parole, il gruppo “masticante” ha ottenuto punteggi superiori nel richiamo immediato e ritardato. Gli scienziati ipotizzano che l’insulina, rilasciata in piccole quantità a causa della stimolazione cefalica prodotta dalla masticazione (anche in assenza di zuccheri), agisca sui recettori dell’ippocampo facilitando il consolidamento delle tracce mnemoniche.
Il ruolo del sapore: menta e stimolazione cognitiva
Non tutte le gomme sono uguali. Lo studio del 2026 ha evidenziato che le gomme al gusto di menta piperita offrono un vantaggio extra. L’odore della menta è un noto stimolante del sistema attivante reticolare, che aumenta la sensazione di energia e freschezza mentale. La combinazione del movimento meccanico e dello stimolo olfattivo crea un effetto sinergico che massimizza la durata della concentrazione, rendendo lo sforzo cognitivo meno faticoso per il soggetto.
Riduzione del “bruxismo da stress”
Molte persone, quando sono concentrate o tese, tendono a digrignare i denti o a contrarre i muscoli della mascella in modo statico, causando mal di testa tensivi. Masticare una gomma trasforma questa tensione isometrica in un movimento isotonico e fluido. Questo scarica la tensione muscolare accumulata nel massetere e nei muscoli temporali, prevenendo il dolore e permettendo al lavoratore di mantenere la concentrazione più a lungo senza il fastidio fisico derivante dalla rigidità mandibolare.
Attenzione all’effetto “rimbalzo”
Nonostante i benefici, la scienza avverte: l’effetto della gomma sulla concentrazione è massimo nei primi 15-20 minuti. Dopo questo periodo, il cervello tende ad abituarsi allo stimolo e il beneficio cognitivo inizia a calare. Per sfruttare al meglio questa strategia, gli esperti consigliano di utilizzare il chewing-gum in modo tattico: iniziarne uno proprio all’inizio di un compito difficile o quando si sente che l’attenzione sta per cedere, piuttosto che masticare ininterrottamente per ore.
Conclusione: un biohacking semplice ed economico
In conclusione, masticare chewing-gum rappresenta una forma elementare ma efficace di “biohacking”. È uno strumento economico, accessibile e privo di effetti collaterali (se scelto senza zucchero) per ottimizzare le proprie prestazioni mentali. In un mondo che richiede una soglia di attenzione sempre più alta, riscoprire il potere di un gesto così semplice ci ricorda che la salute della nostra mente passa spesso attraverso meccanismi fisiologici diretti e immediati.
Foto di Nel Ranoko su Unsplash








