menopausa demenza
Foto di Alicja da Pixabay

La menopausa non è solo una fase di transizione ormonale, ma un momento chiave nella vita neurologica delle donne. Un recente studio pubblicato sulla rivista Psychological Medicine dall’Università di Cambridge suggerisce che la menopausa potrebbe contribuire a spiegare perché le donne sono più soggette alla demenza rispetto agli uomini, aprendo un dibattito scientifico e sociale destinato a far discutere.

Secondo i ricercatori, infatti, questa fase della vita sarebbe associata a cambiamenti cerebrali simili a quelli osservati nelle fasi iniziali del morbo di Alzheimer, in particolare una riduzione della materia grigia, fondamentale per memoria, emozioni, movimento e funzioni cognitive superiori.

Uno studio su larga scala senza precedenti

La ricerca si distingue per le dimensioni: sono stati analizzati i dati di quasi 125.000 donne, suddivise in tre gruppi principali: donne in pre-menopausa, donne in post-menopausa che non avevano mai fatto terapia ormonale sostitutiva (TOS) e donne in post-menopausa che avevano assunto ormoni.

Le partecipanti hanno compilato questionari dettagliati su salute mentale, qualità del sonno, benessere generale ed esperienza della menopausa. A questo si sono aggiunti test cognitivi, come prove di memoria e tempi di reazione, e per circa 11.000 donne anche risonanze magnetiche cerebrali, che hanno permesso di osservare direttamente la struttura del cervello.

È proprio grazie a queste immagini che i ricercatori hanno individuato una perdita di materia grigia associata alla menopausa, un dato che ha attirato particolare attenzione.

Materia grigia e funzioni cognitive: cosa cambia

La materia grigia è una componente cruciale del cervello: ospita i corpi dei neuroni ed è coinvolta nei processi di pensiero, apprendimento, memoria ed emozioni. Lo studio ha rilevato che la menopausa è associata a una riduzione di questa materia, un fenomeno che ricorda, almeno in parte, i cambiamenti osservati nelle malattie neurodegenerative.

È importante sottolineare che non sono emerse differenze significative nelle prestazioni di memoria tra i gruppi. Tuttavia, un dato ha fatto riflettere: le donne in post-menopausa che non avevano mai assunto la TOS mostravano tempi di reazione più lenti rispetto alle donne in pre-menopausa o a quelle che avevano seguito una terapia ormonale.

Secondo Katharina Zuhlsdorff, del Dipartimento di Psicologia di Cambridge, questo rallentamento è in parte naturale con l’età, ma la menopausa sembra accelerare il processo, mentre la terapia ormonale potrebbe attenuarlo.

Il ruolo degli ormoni: protezione o rischio?

Il calo degli estrogeni è uno degli eventi centrali della menopausa. Questi ormoni non influenzano solo il ciclo riproduttivo, ma svolgono anche una funzione neuroprotettiva, contribuendo alla plasticità cerebrale e alla regolazione dell’umore.

Secondo lo studio, la terapia ormonale sostitutiva potrebbe offrire un effetto protettivo sul cervello, rallentando alcuni cambiamenti legati al declino cognitivo. Questo non significa che la TOS sia una soluzione universale o priva di rischi, ma rafforza l’idea che il momento in cui viene iniziata e il profilo individuale della donna siano fattori cruciali.

Menopausa, salute mentale e qualità della vita

Oltre agli aspetti neurologici, la ricerca conferma che la menopausa può essere associata a ansia, depressione, disturbi del sonno e affaticamento mentale, elementi che a loro volta influiscono sul funzionamento cognitivo.

Christelle Langley, del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Cambridge, sottolinea che la menopausa è un evento che cambia la vita per la maggior parte delle donne, indipendentemente dalla scelta di seguire o meno una terapia ormonale. Per questo, secondo gli esperti, è fondamentale riconoscerne l’impatto non solo fisico, ma anche psicologico e cognitivo.

Prevenzione: cosa può fare la differenza

Lo studio non suggerisce che la menopausa causi direttamente la demenza, ma indica un possibile fattore di vulnerabilità. In quest’ottica, la prevenzione diventa centrale. Gli specialisti concordano sull’importanza di uno stile di vita sano proprio in questa fase della vita: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, sonno di qualità e stimolazione cognitiva possono contribuire a proteggere il cervello nel lungo periodo.

Inoltre, una maggiore attenzione clinica alla salute mentale delle donne in menopausa potrebbe aiutare a intercettare precocemente segnali di declino cognitivo e a ridurre il rischio futuro.

Una nuova prospettiva sulla salute femminile

Questa ricerca aggiunge un tassello importante alla comprensione del perché le donne rappresentino circa due terzi dei casi di demenza nel mondo. La menopausa emerge non più solo come una fase biologica, ma come un momento cruciale per la salute cerebrale.

Investire in ricerca, informazione e prevenzione significa riconoscere che prendersi cura del cervello delle donne durante la menopausa non è un lusso, ma una necessità, soprattutto in una società che invecchia sempre di più.

Foto di Alicja da Pixabay