
L’olio d’oliva torna al centro dell’attenzione scientifica. Questa volta non solo per i benefici cardiovascolari, ma per un possibile ruolo nel potenziare il sistema immunitario contro il cancro.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Hong Kong (HKUMed) ha scoperto che un componente naturale dell’olio d’oliva, l’acido oleico (OA), può migliorare la risposta delle cellule immunitarie specializzate nella distruzione dei tumori. I risultati, pubblicati sulla rivista Signal Transduction and Targeted Therapy, aprono una nuova prospettiva nel campo dell’immunonutrizione.
Cellule T γδ: i “soldati rapidi” del sistema immunitario
Il team guidato dal professor Tu Wenwei, del Dipartimento di Pediatria e Medicina dell’Adolescenza di HKUMed, ha studiato un particolare gruppo di cellule T chiamate cellule T gamma delta (T γδ).
Queste cellule rappresentano una prima linea di difesa del corpo: riconoscono rapidamente infezioni e cellule tumorali, agendo prima ancora del sistema immunitario adattivo.
Tuttavia, in condizioni di dieta squilibrata o obesità, le cellule T γδ tendono a perdere efficienza, diventando “stanche” e metabolicamente disfunzionali. I ricercatori si sono chiesti se gli acidi grassi presenti negli alimenti potessero influire su questo equilibrio.
Lo studio: olio d’oliva contro olio di palma
Per capire gli effetti dei diversi grassi, gli scienziati hanno isolato cellule T γδ umane e le hanno esposte a due tipi di acidi grassi:
- Acido oleico (OA), tipico dell’olio d’oliva, dell’avocado e delle noci;
- Acido palmitico (PA), comune nell’olio di palma, nella carne rossa e nei latticini.
I risultati sono stati sorprendenti. Le cellule trattate con acido oleico non solo sono rimaste vitali più a lungo, ma hanno anche mostrato una maggiore capacità di riconoscere e attaccare cellule tumorali. Al contrario, quelle esposte all’acido palmitico hanno subito un vero e proprio collasso metabolico: i mitocondri si sono deteriorati, le cellule sono andate incontro a morte precoce e l’ambiente circostante è diventato infiammatorio.
Come l’acido oleico “accende” la risposta antitumorale
Secondo gli autori dello studio, l’acido oleico agisce come un regolatore energetico per le cellule T γδ, stabilizzando il loro metabolismo e prevenendo l’accumulo di stress ossidativo.
In altre parole, questo grasso “buono” sembra fornire carburante di qualità al sistema immunitario, permettendogli di reagire in modo più efficiente contro la crescita tumorale.
“I nostri risultati mostrano che una dieta ricca di acido oleico può migliorare l’immunosorveglianza delle cellule T γδ e potenziare l’efficacia dei trattamenti antitumorali basati su queste cellule”, ha dichiarato Tu Wenwei in un’intervista a New Atlas.
Non tutti i grassi sono uguali
Lo studio conferma ciò che la scienza sta iniziando a riconoscere: la qualità dei grassi alimentari è cruciale per la salute cellulare.
Se l’acido oleico sembra favorire un microambiente immunitario equilibrato, l’acido palmitico — presente in molti alimenti industriali — può indebolirlo. Gli esperti parlano di un vero e proprio “dialogo metabolico” tra ciò che mangiamo e il modo in cui il corpo reagisce a infezioni e tumori.
L’acido oleico è già noto per i suoi effetti protettivi su cuore e arterie, ma questa scoperta lo lega anche al potenziamento dell’immunità antitumorale.
Un motivo in più per riscoprire la dieta mediterranea, considerata uno dei modelli alimentari più sani al mondo.
Attenzione agli eccessi e alle conclusioni affrettate
Nonostante l’entusiasmo, i ricercatori mettono in guardia da interpretazioni semplicistiche. Lo studio è stato condotto in laboratorio e su modelli animali: non è ancora confermato nell’uomo.
Inoltre, non si tratta di “curare il cancro con l’olio d’oliva”, ma di capire come la nutrizione possa sostenere le terapie e rendere più efficiente il sistema immunitario.
“Non incoraggiamo un consumo eccessivo di olio o integratori, ma una maggiore consapevolezza delle fonti di grassi nella dieta quotidiana”, specificano gli autori.
Una nuova frontiera: l’immunometabolismo
La ricerca apre prospettive interessanti nell’ambito dell’immunometabolismo, una disciplina che studia come i nutrienti influenzano la funzione immunitaria.
Capire il rapporto tra grassi, metabolismo e difese cellulari potrebbe rivoluzionare non solo la prevenzione del cancro, ma anche il modo in cui costruiamo le nostre abitudini alimentari.
Foto di Seval Torun su Unsplash








