
Meno zucchero, meno sale, stessi gusti. In Portogallo, tra il 2018 e il 2023, il contenuto medio di zuccheri è stato ridotto del 21% e quello di sale del 15% negli alimenti confezionati. Il dettaglio interessante? La stragrande maggioranza dei consumatori non ha notato alcuna differenza.
Questa trasformazione invisibile è frutto di un accordo nazionale tra Direzione Generale della Salute, industrie alimentari e distributori, che ha portato alla riformulazione di moltissimi prodotti di largo consumo: cereali, bibite, snack, yogurt, pane e piatti pronti.
Un taglio strategico, non imposto
Diversamente dalle diete o dalle campagne educative, qui non si è chiesto ai cittadini di modificare il proprio comportamento. Invece, si è agito sull’ambiente alimentare, riducendo i nutrienti critici alla fonte.
Questo approccio ha due vantaggi:
- È inclusivo, perché coinvolge l’intera popolazione, anche le fasce più vulnerabili.
- È non invasivo, perché non interferisce con la libertà di scelta.
La strategia si è dimostrata efficace: 8 categorie su 11 hanno raggiunto o superato gli obiettivi fissati. Ad esempio:
- Le bibite analcoliche, i cereali per la colazione e gli yogurt hanno ridotto più zucchero del previsto.
- Le pizze, le patatine e altri snack hanno tagliato il sale ben oltre l’obiettivo.
Il palato si abitua gradualmente
Uno dei punti chiave di questa riformulazione è che le riduzioni sono avvenute progressivamente, permettendo al gusto dei consumatori di adattarsi senza shock.
Questo principio è supportato anche da studi internazionali: se la riduzione di sale o zucchero avviene lentamente, il cervello non percepisce la differenza, e il palato si risetta.
Un impatto misurabile sulla salute pubblica
Secondo la direttrice del Programma nazionale per l’alimentazione sana, Maria João Gregório, questa riformulazione ha evitato il consumo di:
- 18 tonnellate di sale
- 7.400 tonnellate di zucchero
In un paese dove:
- il 77% consuma troppo sale,
- e quasi il 50% dei bambini e adolescenti assume zucchero oltre i limiti raccomandati,
questi risultati rappresentano un passo importante contro obesità, diabete e ipertensione.
Un esempio per tutta l’Europa (Italia inclusa)
L’esperienza portoghese dimostra che si può fare prevenzione anche senza colpevolizzare i cittadini. Intervenire a monte, attraverso accordi tra enti pubblici e industria, è più efficace che scaricare la responsabilità solo sui consumatori.
E in Italia? Anche qui sono in corso iniziative simili, ma serve maggiore trasparenza e continuità per rendere visibili (e verificabili) i progressi.
Nel frattempo, la prossima volta che addenti un biscotto o bevi uno yogurt… sappi che potresti star facendo qualcosa di buono per la tua salute senza nemmeno rendertene conto.








