digiuno intermittente morte prematura
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Il digiuno intermittente è da qualche anno il piano alimentare che va più di moda rispetto alle continue diete presenti sul mercato. Moltissimi personaggi dello spettacolo lo utilizzano nella loro quotidianità, spingendoci a seguirla. A questa dieta viene dato il merito, in quanto limita l’assunzione di cibo in una determinata fascia oraria, per mantenerci in forma. Tuttavia un nuovo studio afferma che il digiuno intermittente può anche mandarci a una morte prematura.

Questo nuovo studio inoltre suggerisce che saltare ad esempio la colazione può portare a un rischio più elevato di morte per malattie cardiovascolari. Ad esempio le persone maggiormente colpite sono quelle che mangiavano tre pasti al giorno, ma almeno due pasti a meno di 4,5 ore di distanza. Quindi i risultati hanno portato al fatto che le persone che mangiavano un solo pasto al giorno avevano maggiori probabilità di morte prematura, rispetto a coloro che assumevano 3 pasti al giorno.

 

Morte prematura, il digiuno intermittente può aumentarne il rischio

Tra questi, i partecipanti che saltano la colazione hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari fatali, mentre quelli che saltano il pranzo o la cena aumentano il rischio di morte per tutte le cause. I pasti mancanti hanno portato le persone a consumare più calorie in un periodo di tempo più breve e questo ha sovraccaricato il metabolismo del corpo con il glucosio, e quindi ha portato ad altri problemi metabolici. Lo studio ha esaminato più di 24.000 persone di età superiore ai 40 anni, affermando che il 40% di loro faceva almeno tre pasti al giorno.

Coloro che mangiavano meno di tre pasti al giorno tendevano anche ad avere abitudini malsane come fumare o bere alcolici. Erano neri più giovani, maschi e non ispanici con un reddito familiare inferiore e meno istruzione. In un momento in cui il digiuno intermittente è ampiamente pubblicizzato come una soluzione per la perdita di peso, la salute metabolica e la prevenzione delle malattie, lo studio è importante per l’ampio segmento di adulti che mangiano meno di tre pasti al giorno. Quindi si consiglia di assumere tra i due o tre pasti al giorno da suddividere durante la giornata.

I risultati sono significativi anche dopo aggiustamenti per fattori dietetici e di stile di vita come il fumo, l’uso di alcol, i livelli di attività fisica, apporto energetico, qualità della dieta e insicurezza alimentare. I risultati si basano su osservazioni tratte da dati pubblici e non implicano causalità. Questo non è l’unico studio a sfatare i benefici del digiuno intermittente. Nel 2020, i ricercatori dell’Università della California a San Francisco hanno scoperto che coloro che hanno digiunato a intermittenza per 12 settimane hanno perso solo mezzo chilo in più rispetto a un gruppo di persone che mangiava normalmente.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay