natura colore blu
Foto di GLady da Pixabay

Se guardiamo il cielo azzurro o l’orizzonte sopra l’oceano blu possiamo pensare che questo colore sia molto comune in natura. Tuttavia tra tutte le tonalità che ci sono tra le rocce, le piante e i fiori o tra le sfumature dei manti e delle piume degli animali, questo colore è davvero scarso. Ma perché questo avviene? Perché è cosi raro? La risposta potrebbe derivare dalla chimica e dalla fisica di come vengono prodotti i colori e da come li vediamo.

Noi umani siamo in grado di vedere il colore poiché abbiamo oltre 7 milioni di cellule sensibili alla luce, detti coni Ci sono tre diversi tipi di coni nel nostro occhio ognuno sensibile a diverse lunghezze d’onda: rosso, verde, blu. La generazione di tali molecole, che sono grandi e complesse, è difficile da realizzare per le piante, motivo per cui i fiori blu sono prodotti da meno del 10% delle quasi 300.000 specie di piante da fiore del mondo.

 

Il blu è davvero cosi raro in cucina?

Per quanto riguarda i minerali, le loro strutture cristalline interagiscono con gli ioni per determinare quali parti dello spettro vengono assorbite e quali vengono riflesse. Il minerale lapislazzuli, che viene estratto principalmente in Afghanistan e produce il raro pigmento blu oltremare, contiene ioni trisolfuro, che possono rilasciare o legare un singolo elettrone. Le sfumature e i colori blu degli animali non derivano da pigmenti chimici.  Queste specie si affidano alla fisica per ricevere un aspetto blu.

Alcune balene e delfini hanno la pelle bluastra; i primati come le scimmie dal naso camuso dorato hanno facce dalla pelle blu; e i mandrilli hanno facce blu e estremità posteriori blu. Tuttavia la pelliccia non è mai naturalmente blu brillante. Mentre gli esseri umani hanno tre tipi di recettori per il rilevamento della luce nei nostri occhi, gli uccelli hanno un quarto tipo di recettore per il rilevamento della luce UV. Le piume che sembrano blu agli occhi umani, in realtà riflettono ancora più luce UV rispetto alla luce blu.

Il primo uso della tintura blu risale a circa 6.000 anni fa in Perù, e gli antichi egizi combinavano silice, ossido di calcio e ossido di rame per creare un pigmento blu di lunga durata noto come irtyu per decorare le statue. La sua rarità di questo colore ha fatto si che lo considerassero di alto rango per molto tempo. Forse perché è raro in natura e forse perché lo associamo a cose che non possiamo davvero toccare, come il cielo e il mare, è qualcosa che è molto aperto a diverse associazioni.

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