uova rischio
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Negli ultimi anni la preoccupazione sul consumo di uova era un po’ scemata, ma secondo gli esperti il pensiero su questo alimento non è ancora cambiato: il rischio nel consumarle in modo eccessivo è ancora alto. Soprattutto per chi già soffre di malattie cardiache e diabete il consumo deve essere ben pensato.

Ovviamente il rischio non può essere evitato, ma non è detto che dobbiamo rinunciarci del tutto. La quantità ideale su quante consumarle nel nostro piano settimanale dipende esclusivamente dalla nostra salute. Solitamente è consigliato assumere un uovo al giorno per quasi la maggior parte delle persone.

 

Mangiare un uso eccessivo di uova può essere ancora un rischio

Le persone con diabete e con una possibile insufficienza cardiaca dovrebbero assumere piccole quantità di uova, mentre sono consigliate almeno due uova al giorno per le persone anziane con livelli di colesterolo normali e con una dieta sana. Questa sbagliata concezione sul consumo di uova potrebbe essere cambiate dato che gli esperti non hanno più avvertito sui possibili problemi cardio vascolari se fatto un uso eccessivo.

Gli esperti si sono concentrati sugli alimenti contenenti grassi saturi, come la carne rossa, che rappresentano un rischio maggiore di un aumento del colesterolo. È importante capire la differenza tra il colesterolo alimentare, che è la quantità di colesterolo già presente in un alimento prima di mangiarlo, ad esempio uova o gamberetti, e il colesterolo sierico, che è una lipoproteina a bassa densità, o LDL colesterolo, prodotto dall’organismo attraverso l’azione dei grassi saturi.

Questo è quello che le persone non capiscono, ossia che il grasso sierico aumenta il colesterolo più di quello alimentare. Il grasso saturo è il principale nutriente alimentare che aumenta il colesterolo sierico. Il grasso saturo ha il doppio dell’effetto sull’aumento del colesterolo LDL rispetto al colesterolo alimentare, ma i due insieme complicano ulteriormente il rischio. I due insieme sono sinergicamente dannosi per l’aumento del colesterolo LDL.

La confusione del pubblico sul colesterolo alimentare probabilmente è sorta dopo che due serie di linee guida dietetiche pubblicate nel 2015 e nel 2020 non sono riuscite a evidenziare i pericoli del colesterolo alimentare nelle raccomandazioni, a differenza delle raccomandazioni del 2010. Al contrario le linee guida del 2015 hanno dichiarato che il colesterolo alimentare non era più un nutriente di preoccupazione, sebbene questo cambiamento non suggerisce che il colesterolo alimentare non sia più importante da considerare quando si creano modelli alimentari sani.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay