scuola
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Per educare i bambini di qualsiasi generazione è necessario guardare al mondo in cui vivranno quando saranno adulti giovani e produttivi. Alla luce delle intense e profonde trasformazioni vissute negli ultimi decenni, però, è molto difficile immaginare quale sarà la realtà del 2040 o del 2050.

Una sola cosa è chiara: la realtà presente e futura, anche nel prossimo futuro, non ha nulla a che vedere con quella del secolo scorso. Nonostante questa innegabile certezza, le scuole seguono ancora la stessa logica didattica e forniscono gli stessi contenuti di almeno 50 anni fa.

L’istruzione di base è progettata per preparare le persone alla vita e, attualmente, le prepara per una vita che non esiste più, spiegano gli esperti. È come voler installare un’app moderna su un vecchio cellulare: si blocca. Il sistema educativo è attualmente bloccato.

L’unica cosa del 21° secolo presente oggi a scuola sono gli studenti stessi. E, oltre a pensare al mercato del lavoro, è necessario preparare le persone in formazione a costruire un mondo migliore. “Dobbiamo attrezzarli in modo che siano in grado di apportare cambiamenti positivi nel loro ambiente“, continuano.

 

Un futuro incerto

In questo attuale ambiente incerto, lo sviluppo dell’intelletto e l’accumulo di conoscenza – i principali obiettivi dell’educazione convenzionale – stanno perdendo rilevanza, poiché queste aree sono sempre più dominate dalle macchine. Per affrontare le sfide e adattarsi ai cambiamenti, spetta all’essere umano valorizzare ciò che di più umano ha in sé: creatività, conoscenza di sé, autonomia, pensiero critico, capacità di risolvere problemi, spirito di iniziativa, flessibilità, empatia.

Nonostante questi risultati, le istituzioni educative odierne, pubbliche o private che siano, sono più simili a una catena di montaggio di studenti per ottenere buoni voti sulla pagella o sugli esami di ammissione all’università. Quindi, c’è poco o nessun tempo da dedicare allo sviluppo di una qualsiasi di queste “competenze”, come vengono chiamate le abilità personali che promettono di fare (e già fanno) una differenza positiva nella vita delle persone.

Ma come insegnarlo a scuola? Questa è la risposta che tutto il mondo cerca. Questo sistema che confronta il rendimento scolastico degli studenti di oltre 80 nazionalità è limitato ai test di matematica, scienze e lettura. Un’analisi molto ristretta data la proposta di “educazione integrale”, che lavora, oltre agli aspetti intellettuali, sociali, emotivi, culturali e fisici allo stesso tempo. E che sta lentamente diventando un consenso globale sulla direzione da seguire da parte delle scuole per entrare, appunto, nel 21° secolo.