Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Space Physics ha individuato, nella magnetosfera terrestre, delle particolari strutture del campo magnetico dette inversioni magnetiche. Finora si pensava che questo fenomeno si verificasse solo vicino al Sole.
Come è stata fatta la scoperta
Grazie ai dati della missione Magnetospheric Multiscale (MMS) della NASA — una serie di sonde specializzate nello studiare i processi di riconnessione magnetica — i ricercatori hanno osservato che:
- il plasma intrappolato vicino alla Terra si torce e ruota,
- poi ritorna bruscamente alla sua posizione,
- formando distorsioni a zigzag simili a quelle viste nel vento solare.
Queste strutture erano note nel contesto solare, ma mai documentate prima nella magnetosfera terrestre.
Perché assomigliano a quelle del Sole
Nel Sole, le inversioni magnetiche avvengono quando linee di campo magnetico aperte e chiuse si rompono e si riconnettono, liberando energia e indirizzando il plasma lungo percorsi curvi a forma di “S”.
La grande sorpresa:
Una parte del plasma osservato vicino alla Terra non era terrestre,
ma proveniva dal vento solare e si era mescolata con il plasma generato dal nostro pianeta.
Questo “mix” ha provocato processi di riconnessione simili a quelli solari, ma in scala ridotta.
Dove avviene il fenomeno
All’interfaccia tra:
- linee di campo aperte → collegate al vento solare,
- linee di campo chiuso → che creano anelli attorno alla Terra.
In quell’area si formano le versioni “miniaturizzate” delle inversioni magnetiche tipiche del Sole.
Perché è importante
Secondo le ricercatrici Emily McDougall e Matthew Argall, questa scoperta potrà:
- migliorare i modelli delle tempeste geomagnetiche,
- rendere più accurate le previsioni degli effetti sul nostro pianeta,
- aiutare a proteggere satelliti, comunicazioni e infrastrutture tecnologiche.
Foto di Jack Taylor su Unsplash
