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Pentadattilo: il borgo fantasma scolpito nella roccia a forma di mano

Federica VitalePubblicato il 2 min di lettura
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Pentadattilo borgo fantasma
Immagine via TurismoVacanza

Pentadattilo, piccolo borgo dell’Aspromonte greco, prende il nome dal greco antico penta daktylos, che significa “cinque dita”. Basta alzare lo sguardo verso la montagna che lo sovrasta per capirne il motivo: le guglie di roccia ricordano una gigantesca mano che emerge dalla terra, pronta a custodire o forse a ghermire il villaggio sottostante.

Questo paesaggio unico ha reso Pentadattilo uno dei borghi più suggestivi della Calabria, un luogo che appare sospeso nel tempo, tra natura, mito e storia.

Il fascino di un borgo fantasma

Un tempo abitato e vivo, Pentadattilo è stato progressivamente abbandonato a causa di frane e terremoti che hanno reso difficile la vita ai suoi abitanti. Oggi rimane un borgo fantasma, visitato da viaggiatori, fotografi e curiosi attratti dal suo silenzio e dalle case in pietra che sembrano fondersi con la roccia.

Passeggiando tra i vicoli deserti si ha la sensazione che il tempo si sia fermato, e ogni angolo porta con sé una storia da scoprire.

Leggende e misteri

Non poteva mancare una leggenda legata a una montagna così particolare. La più famosa è quella del massacro degli Alberti, una faida seicentesca tra famiglie nobiliari, che la tradizione popolare racconta come marchiata per sempre nella roccia. Le “cinque dita” della montagna, secondo la leggenda, sarebbero la mano insanguinata che ricorda quella tragedia.

Questo intreccio tra forma naturale e mito popolare ha alimentato nei secoli il fascino e l’aura misteriosa del borgo.

Tra natura e resilienza

Oggi Pentadattilo vive una seconda vita grazie a iniziative culturali e turistiche. In estate il borgo ospita festival di cinema, rassegne artistiche e percorsi guidati. La roccia a forma di mano non è più solo simbolo di abbandono, ma diventa emblema di rinascita.

Il borgo è anche punto di partenza per escursioni nell’Aspromonte, in un territorio che unisce natura selvaggia e tracce della civiltà grecanica, con le sue lingue, tradizioni e antiche storie.

Un luogo che resta dentro

Visitare Pentadattilo non significa solo ammirare una montagna a cinque dita. Significa toccare con mano un pezzo di Calabria autentica, fatta di leggende, pietre e silenzi che parlano ancora oggi. Un borgo che, pur svuotato di abitanti, continua a pulsare di vita attraverso chi lo visita e chi lo custodisce come memoria.

Immagine via TurismoVacanza