“Il giorno migliore per sposarsi è il 31 luglio… perché dopo viene agosto”. Così canta Quim Barreiros, celebre artista folk portoghese. Ma dietro l’ironia della sua strofa si nasconde davvero una scelta felice? Secondo la scienza, assolutamente no. Anzi, sposarsi il 31 luglio – soprattutto se è un giovedì, come nel 2025 – potrebbe non essere affatto una buona idea.
Lo studio che rovina la festa (e il bouquet)
Una ricerca dell’Università di Melbourne, condotta da Jan Kabátek e David Ribar su oltre un milione di matrimoni nei Paesi Bassi, ha analizzato la relazione tra data delle nozze e durata del matrimonio. I risultati? Le coppie che si sposano in giornate simboliche, come San Valentino o date “curiose” tipo 9/9/99, divorzierebbero con una frequenza dal 18% al 36% maggiore rispetto a chi sceglie date normali e poco appariscenti.
Date “speciali”, amori più fragili
Secondo gli studiosi, scegliere date romantiche o scenografiche può essere indice di un amore più da copertina che da quotidianità. Le coppie che puntano su queste giornate spesso presentano già differenze marcate di valori o esperienze, oppure si trovano in condizioni di fragilità (ad esempio, seconde nozze o gravidanza in corso). In sintesi: la scelta della data potrebbe riflettere più un bisogno di idealizzazione che una solida compatibilità.
Meglio un sabato di settembre che un giovedì di luglio
Lo studio ha esaminato anche il giorno della settimana e la stagione: i matrimoni celebrati di venerdì o sabato, in primavera o all’inizio dell’autunno, hanno una maggiore probabilità di durare nel tempo. I più a rischio? Quelli di lunedì o martedì, e in particolare le unioni invernali o nel pieno dell’estate, quando – guarda caso – il caldo può far saltare più che i nervi.
Quindi? Rimandare al 2026 o cambiare data
Chi vuole comunque rendere omaggio alla canzone di Barreiros potrà sperare nel calendario: il 31 luglio cadrà di venerdì nel 2026 e di sabato nel 2027. Ma se volete aumentare le chance di un matrimonio felice, meglio scegliere una data meno teatrale e più strategica. Perché, come suggerisce lo studio, non è la data in sé a causare un divorzio, ma ciò che rivela sulle dinamiche della coppia. E quello sì, non lo decide un calendario.
Foto di Nicole Köhler da Pixabay
