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Salute

Demenza: l’effetto positivo di essere sovrappeso

Giacomo AmpolliniPubblicato il 2 min di lettura
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Foto Quilia Unsplash

Sembrerebbe esserci un’associazione tra un indice di massa corporea più elevato al momento della diagnosi di demenza e una maggiore sopravvivenza a causa di quest’ultima condizione. I ricercatori hanno analizzato i dati sanitari di 4.523 adulti statunitensi di almeno 51 anni che hanno sviluppato demenza durante un periodo di osservazione di vent’anni. I partecipanti sono stati suddivisi in gruppi in base al peso iniziale. I risultati hanno mostrato che le persone normopeso presentavano una probabilità maggiore di morire durante il follow-up rispetto a quelle con un peso più elevato.

Rispetto al gruppo normopeso, il rischio di morte risultava inferiore del 16% nelle persone in sovrappeso, del 27% in quelle con obesità di classe 1 e del 22% in quelle con obesità più grave. Le associazioni sono rimaste significative anche dopo aver considerato diversi fattori potenzialmente influenti tra cui il fumo e le malattie croniche. Precedenti cambi di peso non sembrano aver influenzato i risultati sulla mortalità della demenza.

 

Un collegamento tra demenza e peso corporeo

Una possibile spiegazione dietro questo paradosso riguarda le difficoltà alimentari associate alla demenza. Tra i tanti sintomi c’è il dimenticarsi di mangiare. In queste circostanze, una maggiore disponibilità iniziale di riserve energetiche e massa muscolare potrebbe contribuire a tollerare meglio il progressivo deterioramento nutrizionale.

Gli autori sottolineano però che lo studio non dimostra che sovrappeso e obesità prolunghino direttamente la vita, né suggerisce che le persone con demenza devonono aumentare di peso. Si tratta di un’associazione statistica che potrebbe dipendere anche da fattori non identificati. Per chiarire il fenomeno serviranno studi che monitorino nel tempo peso corporeo, alimentazione e condizioni di salute.