
Il clima è un argomento complesso e nonostante i secoli di studi e l’impegno degli esperti ha permesso di comprenderlo a fondo, ci sono comunque aspetti non ancora chiari del tutto. Per esempio, un nuovo studio sulle ondate di caldo estremo ha permesso la scoperta di qualcosa di nuovo. Duranti eventi critici del genere, infatti, nell’atmosfera si possono formare delle particelle che in precedenza si credeva impossibile a causa delle temperature che potevano spingere all’evaporazione delle particelle.
Nonostante il clima quindi, l’energia solare continua a riuscire a innescare le reazioni chimiche portano composti organici a trasformarsi in acidi e poi ha unirsi tra di loro a formare dei cluster solidi. Un fenomeno in grado di avere un effetto non ignorabile anche sulla salute pubblica, soprattutto a causa dei fenomeni di ondate sempre più comuni.
Il clima troppo caldo ha un altro effetto
Da un lato questo fenomeno potrebbe avere un effetto positivo sul clima a causa della loro capacità di fare da schermo protettivo contro i raggi solari quindi potendo raffreddare, un minimo, la terra. Al tempo stesso, essendo complesso, rende le previsioni climatiche ancora meno prevedibili.
Le parole degli esperti: “Una scoperta inaspettata emersa dalle nostre osservazioni sul campo del clima è l’elevata temperatura a cui si verifica la frequente formazione di nuove particelle. Un tale risultato non può essere spiegato dalle teorie esistenti, in particolare quelle che prevedono la nucleazione basata sulla volatilità. Al contrario, il nostro lavoro svela un meccanismo spontaneo in cui le nanoparticelle supramolecolari vengono prodotte dall’autoassemblaggio di acidi carbossilici attraverso interazioni di legami a idrogeno.”








