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Foto di Zhu Bing da Pixabay

Bryan Johnson, 48 anni, imprenditore miliardario diventato celebre per la sua ossessione per la longevità, torna al centro dell’attenzione internazionale. Da anni sostiene di essere “biologicamente molto più giovane” della sua età anagrafica, grazie a un protocollo di salute radicale che chiama Blueprint: cinque ore al giorno tra allenamenti, saune, camera iperbarica, luce rossa, dieta rigidissima e decine di integratori.

Il suo obiettivo è chiaro e dichiarato: non morire mai.

Johnson afferma di avere “i migliori biomarcatori al mondo” e una forma fisica “migliore di quella di molti adolescenti”. Dichiarazioni che hanno alimentato un’immensa curiosità, ma anche numerose critiche.

Una nuova frontiera: i funghi allucinogeni nella routine del Blueprint

Questa volta Johnson è andato oltre. Ha introdotto nella sua routine una sostanza psichedelica: la psilocibina, componente attiva dei cosiddetti funghi magici.

In un esperimento trasmesso in diretta sui social, Johnson ha assunto 4,67 grammi di funghi secchi – una dose elevata – contenenti circa 24,9 mg di psilocibina, documentando ogni passo. Sdraiato sul pavimento, occhi coperti, sotto una coperta, ha raccontato sensazioni amplificate, percezioni distorte e un’euforia crescente.

Uno dei momenti più condivisi è stato quando è rimasto dieci minuti a osservare un bicchiere d’acqua chiedendo: “Cosa significa?”

Quando l’effetto è svanito, ha descritto un’insalata come “la migliore della mia vita”. A fine esperienza, ha parlato di uno stato mentale rinnovato:
“Mi sentivo come un bambino che esplora un nuovo parco divertimenti.”

Psilocibina: cosa fa realmente al cervello

La psilocibina viene trasformata in psilocina dall’organismo e agisce sui recettori della serotonina. I suoi effetti possono includere:

  • alterazioni visive e uditive
  • senso del tempo distorto
  • intensificazione emotiva
  • maggiore fluidità cognitiva
  • esperienze spirituali o introspective

Johnson sottolinea che la sua sperimentazione avviene in “contesto legale, sotto supervisione medica e con un facilitatore professionista”.

Prevede di ripetere la dose una volta al mese per tre mesi, per monitorarne l’impatto sulla sua salute.

I possibili benefici? Johnson cita la scienza, ma la comunità scientifica resta cauta

Secondo il biohacker, i benefici osservati dopo la sessione includono:

  • riduzione dell’infiammazione cellulare
  • miglioramento della chiarezza mentale
  • aumento della soddisfazione sessuale
  • benessere emotivo più stabile
  • migliore salute intestinale

Johnson fa riferimento a un recente studio pubblicato su Nature, realizzato da Baylor College of Medicine ed Emory University, che suggerisce che la psilocibina possa prolungare la vita cellulare. In un esperimento su ratti anziani, l’80% degli animali trattati è sopravvissuto rispetto al 50% del gruppo di controllo.

Un dato interessante, ma non sufficiente per estendere le conclusioni agli esseri umani.

Gli esperti, infatti, invitano alla prudenza: le ricerche sugli psichedelici anti-aging sono ancora in fase iniziale e non esistono prove solide che ne dimostrino la capacità di rallentare l’invecchiamento umano.

Tra provocazione, scienza e marketing personale

Da anni Johnson divide l’opinione pubblica. Alcuni lo considerano un pioniere della longevità, pronto a esplorare territori scientifici che altri hanno paura di avvicinare. Altri vedono nei suoi esperimenti un mix di narcisismo, estremismo biohacker e marketing.

Il ricorso a terapie controverse – come procedure di plasmaferesi totale, terapie geniche non approvate e protocolli costosi non supportati da solide evidenze – lo rende una figura amatissima e odiatissima allo stesso tempo.

“Non ho paura della morte”: il lato umano dietro il personaggio

Al termine dell’esperimento con la psilocibina, Johnson ha condiviso un pensiero sorprendente.

“La gente pensa che io abbia paura della morte. Non è così. Nei miei giorni peggiori di depressione, ero già pronto ad accettarla.”

E poi:
“Questa esperienza mi ha cambiato. Devo prendermi qualche giorno per mettere ordine nei pensieri. Sono felice di essere vivo.”

Una dichiarazione che apre uno spiraglio meno robotico e più umano sulla sua ossessione per la longevità.

Tra ipotesi futuristiche e realtà scientifica

L’uso di psichedelici per la longevità è un campo emergente e ancora largamente sperimentale. Le esperienze di Johnson offrono uno spunto di discussione, ma non una direzione terapeutica.

Il confine tra biohacking e scienza rimane sottile: da una parte, c’è l’aspirazione umana a vivere più a lungo e meglio; dall’altra, la necessità di evidenze solide, lontane da hype mediatici o esperimenti individuali.

E Johnson, nel bene e nel male, resta il volto più estremo di questa frontiera.

Foto di Zhu Bing da Pixabay