
Da simbolo di benessere e rituale zen, il tè matcha è diventato un protagonista delle nostre mattine. Lo vediamo ovunque: nelle tazze in ceramica, nei cappuccini verdi, nei video su Instagram. Ma dietro la sua polvere brillante, negli ultimi tempi, è spuntato un dubbio: può davvero causare la caduta dei capelli?
Alcune donne sui social hanno segnalato un aumento della perdita di capelli dopo aver iniziato a bere matcha quotidianamente. Gli esperti invitano però alla cautela: il problema non è la bevanda in sé, ma la quantità e il modo in cui viene consumata.
Cosa dicono davvero gli esperti sul tè verde più amato del web
Il matcha, infatti, contiene tannini, composti vegetali con proprietà antiossidanti che però possono ridurre l’assorbimento del ferro. Se consumato in eccesso — soprattutto da chi ha già bassi livelli di ferro o segue una dieta vegana — può favorire una carenza che, nel tempo, può contribuire alla caduta dei capelli.
In più, una porzione da due grammi può contenere fino a 80 mg di caffeina, una dose elevata per un tè. Troppa caffeina può aumentare gli ormoni dello stress, e lo stress, si sa, è uno dei fattori più comuni nella perdita di capelli temporanea.
La soluzione, però, non è eliminare il matcha, ma bilanciarlo. Gli esperti consigliano di:
– Bere una o due tazze al giorno al massimo.
– Evitare di assumerlo durante pasti ricchi di ferro vegetale (come spinaci o legumi).
– Abbinare alimenti ricchi di vitamina C, che migliorano l’assorbimento del ferro.
In dosi moderate, il matcha resta una bevanda preziosa: migliora la concentrazione, aiuta a stabilizzare la glicemia e offre potenti benefici antiossidanti. Come sempre, la chiave sta nell’equilibrio — e nell’ascolto del proprio corpo.
Foto di Mirko Stödter da Pixabay








