
Acari della polvere, peli di cani e gatti, muffe e pollini sono tra i principali allergeni presenti negli ambienti chiusi. Queste particelle, spesso invisibili, possono causare starnuti, prurito, tosse e difficoltà respiratorie, fino a peggiorare quadri di asma cronica.
La gestione degli aeroallergeni richiede solitamente misure drastiche, come pulizie approfondite, eliminazione di tappeti o lavaggi frequenti degli animali domestici. Ma la scienza potrebbe offrire una soluzione più semplice e rapida.
Lo studio del Colorado: UV contro gli allergeni
Un gruppo di ricercatori della CU Boulder (University of Colorado Boulder) ha testato un metodo innovativo per ridurre gli allergeni nell’aria: la luce ultravioletta UVC lontana, nota anche come UV222.
All’interno di una camera controllata da 10 m³, gli scienziati hanno nebulizzato diversi allergeni (polvere, forfora animale, muffa, erba e polline di betulla) e li hanno esposti a lampade UV222.
In soli 30 minuti, i livelli di allergeni sono diminuiti del 20-25%, grazie alla capacità della luce di alterare le strutture proteiche e ridurre il riconoscimento da parte del sistema immunitario.
Perché l’UV222 è diverso dalle altre luci UV
Le lampade UV tradizionali (254 nm) sono efficaci nel disinfettare, ma potenzialmente dannose per pelle e occhi. Al contrario, l’UV222 non penetra negli strati profondi dei tessuti umani, risultando quindi molto più sicuro.
Oltre a neutralizzare virus e batteri, come già noto, la luce UVC lontana sembra avere la capacità unica di rendere gli allergeni meno attivi, diminuendo il rischio di scatenare reazioni allergiche.
Un possibile alleato per scuole, uffici e abitazioni
Secondo Tess Eidem, autrice principale dello studio, i risultati aprono la strada a un utilizzo pratico delle lampade UV222: “Si tratta di riduzioni rapide, difficili da ottenere anche dopo mesi di pulizie e trattamenti intensivi”.
L’idea è che in futuro queste tecnologie possano essere integrate nei sistemi di ventilazione, nelle aule scolastiche e nelle abitazioni, migliorando la qualità dell’aria e riducendo il carico allergenico in tempo reale.
Limiti e prospettive
Nonostante i risultati incoraggianti, i ricercatori sottolineano che sono necessarie ulteriori verifiche cliniche per comprendere se la riduzione degli allergeni si traduca effettivamente in un miglioramento dei sintomi nei pazienti allergici.
Se confermato, l’uso delle luci UV222 potrebbe rappresentare una rivoluzione silenziosa ma potente nella lotta quotidiana contro allergie e asma.
Foto di alperkures da Pixabay








