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Foto di Ioannis Sarantis su Unsplash

Un team di ricercatori della Ben-Gurion University ha scoperto che un adattamento della dieta mediterranea, chiamato dieta mediterranea verde, potrebbe aiutare a ritardare il declino cognitivo. La chiave di questa strategia nutrizionale risiede in due ingredienti particolari: il tè verde e la pianta acquatica Mankai, noti per le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, ha analizzato i dati di circa 300 partecipanti dello studio di lunga durata DIRECT PLUS, considerato uno dei più ampi e completi sulla relazione tra alimentazione e salute cerebrale.

La dieta mediterranea verde: come funziona

La dieta mediterranea tradizionale, già nota per i suoi benefici cardiovascolari e metabolici, si basa su verdure fresche, legumi, cereali integrali, pesce e olio d’oliva, limitando il consumo di carne rossa e zuccheri semplici. La versione “verde” mantiene questi principi, ma aggiunge un elevato consumo di tè verde e Mankai, una pianta acquatica ricca di proteine e polifenoli.

Gli scienziati ritengono che queste sostanze possano ridurre l’infiammazione sistemica e proteggere i neuroni dai danni legati all’invecchiamento. I polifenoli del tè verde, ad esempio, sono già stati associati a miglioramenti nella memoria e nell’attenzione, mentre il Mankai fornisce amminoacidi e micronutrienti che supportano il metabolismo cerebrale.

Le prove scientifiche: proteine nel sangue come indicatori

Per comprendere l’effetto reale della dieta sul cervello, i ricercatori hanno analizzato le proteine circolanti nel sangue dei partecipanti, tracciando i cambiamenti che riflettono i processi di invecchiamento neuronale. Questo metodo innovativo ha permesso di osservare i segni biologici del declino cognitivo molto prima della comparsa dei sintomi evidenti.

“Studiare le proteine che circolano nel sangue ci consente di osservare, in condizioni reali, come i processi di invecchiamento del cervello siano influenzati dai cambiamenti nello stile di vita e nella dieta”, spiega Anat Meir, coautrice dello studio e ricercatrice post-dottorato alla Harvard Chan School of Public Health. “Questo approccio ci offre una finestra dinamica sulla salute del cervello, rivelando i cambiamenti biologici molto prima che compaiano i sintomi”.

Perché il tè verde e il Mankai fanno la differenza

Il tè verde è ricco di catechine, molecole che combattono lo stress ossidativo e migliorano la circolazione cerebrale. Il Mankai, meno conosciuto ma altrettanto prezioso, è una pianta acquatica simile alla lenticchia d’acqua coltivata principalmente in Israele e Thailandia: contiene proteine di alta qualità, vitamina B12 e ferro, nutrienti rari nelle piante e fondamentali per la funzione cognitiva.

Questa combinazione, secondo gli autori, può potenziare gli effetti protettivi già noti della dieta mediterranea, offrendo un ulteriore scudo contro l’invecchiamento cerebrale.

Implicazioni per la prevenzione dell’Alzheimer e altre demenze

Il declino cognitivo è una delle sfide più urgenti per le società che invecchiano. Sebbene non esista una cura definitiva per malattie come l’Alzheimer, studi come questo suggeriscono che modifiche mirate allo stile di vita possono avere un impatto significativo. Adottare una dieta mediterranea verde potrebbe diventare una strategia preventiva accessibile e sostenibile, riducendo i costi sanitari e migliorando la qualità della vita nella terza età.

Un semplice cambiamento, grandi benefici

La ricerca sulla dieta mediterranea verde dimostra che piccoli aggiustamenti alimentari possono avere effetti profondi sulla salute del cervello. Aggiungere tè verde e Mankai al proprio regime nutrizionale non richiede cambiamenti radicali, ma potrebbe tradursi in anni di protezione cognitiva. Gli scienziati continueranno a esplorare come queste scoperte possano essere applicate su larga scala, ma il messaggio è chiaro: ciò che mettiamo nel piatto oggi può determinare la salute del nostro cervello domani.

Foto di Ioannis Sarantis su Unsplash