Salta al contenuto
News

Un lievito naturale per sostituire l’olio di palma: la svolta green

Federica VitalePubblicato il 3 min di lettura
Condividi
lievito naturale olio di palma
Foto di Julia Teichmann da Pixabay

L’olio di palma è tra gli ingredienti più diffusi al mondo: biscotti, creme spalmabili, cosmetici, detersivi. Si stima che il 50% dei prodotti confezionati nei supermercati lo contenga. La sua produzione, però, ha un costo ambientale altissimo. Intere foreste tropicali vengono abbattute per fare spazio alle piantagioni, con conseguenze devastanti: perdita di biodiversità, habitat distrutti per specie già a rischio e un enorme aumento delle emissioni di CO₂. Oggi le coltivazioni di oli commestibili occupano un territorio grande quanto l’Argentina, e la domanda globale è destinata a crescere ancora.

La scoperta dei ricercatori inglesi

Un gruppo di studiosi dell’Università di Bath, guidati dal professor Chris Chuck, ha messo a punto una possibile alternativa sostenibile: un olio ottenuto da un lievito naturale, Metschnikowia pulcherrima, già noto nel settore vinicolo. Attraverso un processo di evoluzione diretta, i ricercatori hanno reso il lievito capace di produrre fino al 50% del proprio peso in grassi, creando così una base oleosa molto simile all’olio di palma.

Come funziona il processo

La produzione avviene in serbatoi simili a quelli usati per la birra. Il lievito viene nutrito con scarti alimentari come pane o patate, riducendo ulteriormente lo spreco. Quando le cellule si rompono, rilasciano l’olio, che viene poi raffinato con le stesse tecniche utilizzate per gli oli vegetali tradizionali. Ma non è tutto: le parti residue del lievito possono essere trasformate in emulsionanti e fibre, come il beta-glucano, ampliando gli usi industriali di questa scoperta.

I vantaggi ambientali ed economici

L’olio da lievito presenta tre vantaggi principali.

  • Non richiede nuove terre agricole, perché può essere prodotto ovunque, anche vicino ai centri urbani.
  • Ha un impatto ambientale ridottissimo: le prime stime indicano un taglio del 95% delle emissioni di CO₂ rispetto alla filiera tradizionale.
  • È un olio versatile, che può essere modulato per ottenere consistenze e proprietà diverse, adattandosi sia al settore alimentare sia a quello cosmetico.

Prospettive future

Il mercato dell’olio di palma oggi vale circa 50 miliardi di dollari e potrebbe raggiungere i 65 miliardi entro il 2027. Inserirvi un’alternativa sostenibile significherebbe ridurre drasticamente la deforestazione e salvaguardare ecosistemi preziosi. I ricercatori stimano che i primi utilizzi concreti arriveranno già nel settore cosmetico entro la fine del 2025, mentre per l’alimentare servirà qualche passaggio regolatorio in più.

Una rivoluzione possibile

Se questa innovazione dovesse essere accolta su larga scala, il modo di produrre e consumare olio potrebbe cambiare per sempre. La scienza conferma che la strada verso un futuro sostenibile non passa soltanto dal ridurre i consumi, ma anche dal reinventare ciò che oggi sembra insostituibile. E l’olio di palma, simbolo delle contraddizioni globali tra industria e ambiente, potrebbe presto avere un sostituto etico, locale e sostenibile.

Foto di Julia Teichmann da Pixabay