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Foto di The Lucky Neko su Unsplash

Dal 2023, è stato registrato un aumento significativo delle infezioni da influenza aviaria H5N1 tra i gatti domestici, con un tasso di mortalità allarmante del 67%. Questo incremento è collegato alla predazione di uccelli e altri animali infetti. La situazione solleva preoccupazioni sia per la salute dei gatti che per il potenziale rischio di trasmissione all’uomo.

 

L’Influenza Aviaria H5N1 in Evoluzione

A partire dal 2020, il virus H5N1, inizialmente limitato ai volatili acquatici, ha iniziato a diffondersi tra diverse specie di uccelli e mammiferi, causando una pandemia tra gli animali. Gli effetti sono devastanti, con milioni di uccelli selvatici e da allevamento decimati dal virus. Ad oggi, circa trenta specie di mammiferi, inclusi i bovini da latte, sono state colpite, dimostrando un cambiamento nella capacità del virus di infettare nuove specie.

 

La Diffusione nei Gatti Domestici

Secondo uno studio degli scienziati Kristen K. Coleman e Ian G. Bemis dell’Università del Maryland, dal 2023 si è osservato un aumento drastico delle infezioni da influenza aviaria nei gatti domestici. Questo aumento non è stato riscontrato nei felini selvatici o negli zoo. I gatti domestici, che predano naturalmente uccelli e piccoli mammiferi, sono esposti al virus attraverso le loro prede infette. Il virus H5N1 è stato individuato in numerose specie di uccelli e roditori, con gli uccelli migratori che svolgono un ruolo cruciale nella diffusione globale del virus.

Il virus dell’influenza aviaria ha un tasso di mortalità del 67% nei gatti domestici, rendendolo estremamente letale. Per prevenire la diffusione dell’infezione, è consigliabile tenere i gatti all’interno delle abitazioni e lontani dagli uccelli selvatici. Inoltre, è fondamentale evitare di alimentare i gatti con carne cruda o latte crudo, poiché potrebbero essere fonti di infezione.

 

Rischio per gli Esseri Umani

Sebbene il rischio di trasmissione del virus H5N1 dai gatti all’uomo sia attualmente considerato basso, è essenziale vigilare sui sintomi respiratori e neurologici nei gatti infetti. Gli animali malati possono trasmettere il virus agli esseri umani attraverso la saliva, gli escrementi e altri fluidi corporei. Le infezioni umane possono verificarsi inalando il virus o toccando superfici contaminate e poi portando le mani alla bocca, al naso o agli occhi.

L’ampia diffusione del virus aumenta le possibilità di adattamento all’uomo. Il virologo Robert Redfield, ex direttore dei CDC, ha indicato che il virus potrebbe diventare facilmente trasmissibile all’uomo con cinque mutazioni degli amminoacidi. Attualmente, la mortalità umana per l’influenza aviaria è del 50%, con circa 900 casi registrati. Le autorità sanitarie europee stanno già predisponendo dosi di vaccino per fronteggiare una possibile diffusione del virus.

L’aumento significativo delle infezioni da influenza aviaria H5N1 nei gatti domestici rappresenta un serio rischio per la salute degli animali e, potenzialmente, anche per gli esseri umani. È fondamentale adottare misure preventive per proteggere i gatti e ridurre il rischio di trasmissione del virus.