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Ph. credit via ESA

Il telescopio spaziale più potente del mondo, il James Webb, ha preso la via dello spazio nella giornata di sabato, il giorno di Natale, dopo diversi ritardi causati da problemi tecnici. Tre decenni dopo l’inizio della costruzione, il rivoluzionario telescopio a infrarossi da 9 miliardi di dollari è partito grazie al razzo Ariane 5 dalla piattaforma di lancio dell’Agenzia spaziale europea (ESA) nella Guyana francese.

Il lancio impeccabile del giorno di Natale, con un conto alla rovescia condotto in francese, è stato trasmesso in diretta su un webcast congiunto tra NASA ed ESA. Dopo 27 minuti di viaggio, lo strumento è stato disaccoppiato dallo stadio più alto del razzo di costruzione francese e si prevede che si dispieghi gradualmente fino a raggiungere le dimensioni quasi di un campo da tennis nei prossimi 13 giorni mentre salpa verso la sua destinazione. Il telescopio viaggerà fino a trovarsi a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, quattro volte più lontano della Luna, e da lì offrirà una visione dell’universo senza precedenti.

Per darvi un’idea, Hubble, il più grande telescopio operativo, si trova a 600 chilometri dalla Terra dal 1990, entrando e uscendo dall’ombra del pianeta ogni 90 minuti. La posizione dell’orbita di James Webb è chiamata punto di Lagrange 2 ed è stata scelta, in parte, perché manterrà la Terra, il Sole e la Luna tutti sullo stesso lato del suo scudo solare.

Il telescopio è il risultato di una collaborazione tra NASA, ESA e l’Agenzia Spaziale del Canada (CSA). La previsione è che ci vorrà un mese per raggiungere la sua destinazione e che inizierà a funzionare a pieno regime nel giugno 2022.

 

L’origine dell’Universo

Si prevede che il James Webb invierà alla Terra nuove informazioni che aiuteranno gli scienziati a comprendere meglio le origini dell’universo e dei pianeti simili alla Terra oltre il nostro sistema solare.

Con il nome ereditato da un ex direttore della NASA, James Webb segue le orme del leggendario Hubble, ma intende mostrare agli umani come l’universo fosse ancora più vicino alla sua nascita, quasi 14 miliardi di anni fa. Il co-fondatore del telescopio, John Mather, ha descritto la sensibilità senza precedenti del telescopio: “E’ possibile vedere la firma del calore di un’ape a distanza dalla luna“. Tutto questo potere è necessario per rilevare il debole bagliore emesso miliardi di anni fa dalle prime galassie esistenti e dalle prime stelle in formazione.

 

Dimensioni incomparabili

Il telescopio non ha eguali per dimensioni e complessità. Il suo specchio misura 6,5 ​​metri di diametro – tre volte la dimensione di Hubble – ed è composto da 18 sezioni esagonali. Oltre a esaminare la formazione delle prime stelle e galassie dell’universo, gli astronomi sono ansiosi di studiare i buchi neri supermassicci, che si ritiene occupino i centri di galassie lontane.

Gli strumenti del James Webb lo rendono anche ideale per cercare prove di atmosfere che presumibilmente supportano la vita su dozzine di esopianeti recentemente documentati – corpi celesti in orbita attorno a stelle lontane – e per osservare mondi molto più vicini a casa, come Marte e la gelida luna di Saturno, Titano.