Alzheimer algoritmo rischio
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Alcuni ricercatori della Lituania hanno sviluppato un algoritmo in grado di prevedere il rischio di sviluppare il morbo d’Alzheimer dalle immagini del cervello con una precisione del 99%. Come sappiamo questa malattia è la principale causa di demenza, causando il 70% dei casi. È molto probabile che con l’aumento dell’età media, aumenti anche il rischio di demenza, in quanto è strettamente legati all’età.

Poiché le prime fasi di questa malattia non sono molto chiari, la condizione viene confermata nelle ultime fasi quando l’intervento è limitato. Il team spera di aiutare a proteggere le persone, consentendo di identificare il rischio molto prima. Un possibile segno precoce dell’Alzheimer è il deterioramento cognitivo lieve (MCI), una via di mezzo tra il declino che potremmo ragionevolmente aspettarci di vedere naturalmente con l’avanzare dell’età e la demenza.

 

Alzheimer, un algoritmo può rivelare i sintomi della malattia

Studi precedenti hanno dimostrato che la risonanza magnetica può identificare le aree del cervello dove è in corso il deterioramento cognitivo. Sebbene sia possibile rilevare l’Alzheimer ad esordio precoce in questo modo, tuttavia, gli autori spiegano che l’identificazione manuale dell’MCI in queste immagini è estremamente dispendiosa in termini di tempo e richiede conoscenze altamente specifiche, il che significa che qualsiasi implementazione sarebbe proibitiva e potrebbe gestire solo una piccola quantità di casi. .

Il modello è stato addestrato su immagini fMRI di 138 soggetti del set di dati fMRI dell’Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative. Hanno suddiviso le immagini in 6 categorie con tutte le sfumature della malattia. È stato in grado di identificare i rischi raggiungendo il 99% di precisione. L’accuratezza di questo sistema è a dir poco impressionante.

Il team avverte che numeri così alti non sono indicatori di prestazioni reali nella vita reale, ma i risultati sono ancora incoraggianti e stanno lavorando per migliorare il loro algoritmo con più dati. L’obbiettivo finale è quello di tradurre questo algoritmo in un software facile da portare in giro e da usare, trasformandola in un’app.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay