anticorpi
Foto di Arek Socha da Pixabay

Un team di ricercatori dell’Università di Zurigo, in Svizzera, ha sviluppato una nuova tecnologia che consente al corpo di produrre agenti terapeutici nel luogo esatto in cui sono necessari. Questa innovazione può essere efficace nel ridurre gli effetti collaterali del trattamento del cancro e nella somministrazione di nuove terapie contro il Covid-19 direttamente nei polmoni.

I ricercatori hanno alterato un adenovirus in modo tale da agire come un “cavallo di Troia” nel fornire geni che curano il cancro direttamente alle cellule tumorali. Questa tecnica non causa danni alle cellule sane, il che costituisce un concreto vantaggio rispetto alla chemioterapia.

Non appena raggiungono le cellule tumorali, i geni agiscono nell’eliminare i tumori. “Abbiamo ingannato il tumore per eliminarlo producendo agenti anti-cancro dalle sue stesse cellule“, ha detto Sheena Smith, coautrice dello studio. “Gli agenti terapeutici, come gli anticorpi terapeutici o le sostanze di segnalazione, di solito rimangono dove sono necessari nel corpo, invece di diffondersi nel flusso sanguigno, dove possono danneggiare organi e tessuti sani“, ha spiegato il team leader dei ricercatori, Andreas Plückthun.

 

Cos’è la tecnologia SHREAD

La tecnologia SHREAD – come la chiamano gli autori – ha fatto sì che il tumore stesso producesse un anticorpo contro il cancro al seno, chiamato trastuzumab, in un topo. Pochi giorni dopo, questa tecnologia ha prodotto più anticorpi nel tumore rispetto a quando è stato iniettato direttamente. Anche gli effetti collaterali osservati erano molto inferiori.

I ricercatori sottolineano che questa tecnologia non sarà solo utile nel trattamento del cancro: è applicabile anche per la somministrazione di un’ampia gamma di prodotti biofarmaceutici. “Fornendo il trattamento SHREAD ai pazienti attraverso un aerosol inalato, il nostro approccio potrebbe consentire la produzione mirata di trattamenti con anticorpi Covid nelle cellule polmonari, dove sono più necessari“, ha detto Smith.

I vettori adenovirali sono già utilizzati in molti dei vaccini Covid-19, inclusi Janssen, AstraZeneca e Sputnik V.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.