vitamina d covid-19 carenza
Foto di Beverly Buckley da Pixabay

Uno studio sugli anziani con Covid-19 ha concluso che la carenza sierica di vitamina D è collegata ad una malattia più grave e addirittura ad un rischio maggiore di morte e senza dubbio ad un recupero più lungo. Sessantacinque pazienti con Covid-19 consecutivi sono stati confrontati con altrettanti pazienti soggetti a controllo della stessa età e sesso. Ciò che si è riscontrato che livelli bassi di vitamina D portano a una malattia più grave.

Lo studio ha rilevato anche una correlazione negativa tra i livelli di vitamina D e la gravità del coinvolgimento polmonare valutato mediante tomografia computerizzata; la vitamina D è risultata più bassa nei pazienti Covid-19 con consolidamenti polmonari multipli o con coinvolgimento polmonare interstiziale. Infine i livelli bassi di vitamina D sono stati trovati nei pazienti anziani Covid-19 deceduti in ospedale rispetto ai sopravvissuti.

 

Correlazione tra Covid-19 e carenza di vitamina D

Questo studio conferma la correlazione tra bassi livelli di vitamina D e gravità della malattia causata dal virus. Il rilevamento dei bassi livelli anche in pazienti più giovani con minore comorbità suggerisce che il rischio di morte o di gravità è possibile a qualunque età. Il rapporto afferma che la causa sia il ruolo svolto dal metabolita biologicamente attivo della vitamina D che, essendo un ormone steroideo, è coinvolto nella crescita e nella differenziazione di alcune cellule immunitarie.

Ovviamente c’è bisogno di ulteriori test e studi clinici per sostenere quanto detto, anche perché lo studio ha alcuni limiti tra cui il ridotto numero di pazienti analizzati e la grande varietà di dati. Con questo studio i ricercatori e gli operatori sanitari chiedono ai governi di integrare la vitamina D come terapia contro il Covid-19.

Il modo in cui la vitamina D interagisce con la progressione del Covid-19 non è del tutto chiaro, ma questo studio vuole cercare di chiarire alcuni punti fondamentali. Ad esempio, la vitamina D sopprime la renina e aumenta l’ACE2 ripristinando la concentrazione fisiologica degli ACE2 inibiti dal virus. Inoltre è interessante notare che la carenza è associata ad un rischio maggiore di eventi trombotici. Queste complicanze possono contribuire a peggiorare la malattia e portare addirittura alla morte. Integrarla significherebbe ridurre la gravità della malattia da Covid-19.

Foto di Beverly Buckley da Pixabay