Salta al contenuto
News

La verità sull’alcol: anche un solo bicchiere può aumentare i rischi

Federica VitalePubblicato il Aggiornato il 3 min di lettura
Condividi
alcol
Foto di AIAC Interactive Agency da Pixabay

Per anni ci siamo sentiti dire che un bicchiere di vino al giorno, magari rosso, poteva far bene al cuore o al colesterolo. Ma oggi questa convinzione è sempre più messa in discussione.

Numerosi studi recenti — compresi quelli citati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) — associano anche basse quantità di alcol a un aumento del rischio di tumori, in particolare del tratto digerente, della mammella e del fegato.

Etichette shock: serviranno davvero?

Paesi come l’Irlanda hanno già approvato leggi per introdurre avvertenze sanitarie obbligatorie sulle bottiglie, che entreranno in vigore nel 2026.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, cresce la pressione da parte di medici e organizzazioni sanitarie per etichette più visibili e dirette, in grado di informare e far riflettere al momento dell’acquisto.

Esempi di frasi proposte:

  • “L’alcol è una sostanza cancerogena”
  • “Anche piccole quantità aumentano il rischio di tumore”

Nessuna quantità è sicura: verità o messaggio inefficace?

Nel 2023 l’OMS ha dichiarato: “Non esiste una quantità sicura di alcol per la salute”. Tuttavia, questo messaggio così radicale rischia di ottenere l’effetto opposto.

Come nota l’editorialista Arwa Mahdawi sul Guardian, un messaggio troppo assolutista può essere ignorato, o peggio ancora, usato per giustificare il binge drinking: “Se anche un bicchiere fa male, tanto vale esagerare”.

Un’opinione condivisa anche dall’esperto di rischio David Spiegelhalter, che suggerisce una comunicazione più dettagliata, basata su dati reali, e che mostri quanto aumenta il rischio con l’aumentare delle dosi.

Tra consapevolezza e abitudine: cosa ci spinge a bere?

Molti adulti sono consapevoli che l’alcol non sia benefico, ma questo non basta a modificare il comportamento. Bere un bicchiere a cena è un rituale sociale, rilassante, spesso percepito come innocuo.

Secondo l’influencer della salute Casey Means, l’alcol “interferisce con la connessione interiore” — un linguaggio alternativo, ma che tocca un punto chiave: il consumo regolare altera il nostro benessere mentale e fisico, anche se non ce ne accorgiamo subito.

Guidare sì, bere no? Il paradosso della percezione del rischio

Spiegelhalter evidenzia un confronto interessante: “Non esiste un livello di guida sicuro, ma nessuno propone di smettere di guidare”.

L’alcol, come molte abitudini moderne, comporta rischi proporzionati al consumo. Dire che ogni singola goccia è pericolosa può sembrare scientificamente corretto, ma non aiuta a prendere decisioni consapevoli nel quotidiano.

Comunicare bene è meglio che spaventare

L’alcol è una sostanza legale, culturale e normalizzata. Dire che “nessuna quantità è sicura” può avere senso in termini medici, ma rischia di diventare controproducente in termini comunicativi.

La sfida è informare senza colpevolizzare, con messaggi chiari e contestualizzati, aiutando le persone a ridurre il consumo, piuttosto che scegliere tra astinenza totale o ignoranza dei rischi.