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Foto di Pictavio da Pixabay

Quando si parla di frodi alimentari, l’attenzione si concentra spesso su vino, olio d’oliva o formaggi Dop. Eppure, anche un alimento quotidiano e apparentemente semplice come il riso può essere al centro di pratiche ingannevoli. Etichette fuorvianti sull’origine, sulla varietà o sulla qualità possono indurre i consumatori a pagare di più per un prodotto che non corrisponde a quanto promesso.

Proprio per fare chiarezza su ciò che arriva sulle nostre tavole, un gruppo di ricercatori dell’ITQB NOVA – Istituto António Xavier di Tecnologia Chimica e Biologica dell’Università NOVA di Lisbona ha sviluppato un nuovo approccio scientifico per distinguere le varietà di riso e contrastare le frodi lungo la filiera agroalimentare.

Perché il riso è particolarmente vulnerabile alle frodi

Il riso è la base alimentare di circa metà della popolazione mondiale e, in Europa, il Portogallo è tra i Paesi con il consumo più elevato. Tuttavia, una parte significativa del riso in commercio proviene da fuori Europa. Varietà pregiate come il Basmati, ad esempio, sono molto richieste e spesso vendute a prezzi più alti.

Questo crea un terreno fertile per dichiarazioni scorrette sull’origine geografica o sulla varietà effettiva del prodotto. Come già segnalato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, tali pratiche danneggiano sia i consumatori sia i produttori onesti, alterando la concorrenza e minando la fiducia nel mercato.

La risposta della scienza: leggere il riso nel DNA

Lo studio portoghese parte da un principio chiaro: la vera identità del riso è scritta nei suoi geni. I ricercatori hanno sequenziato il genoma di diverse varietà di riso presenti sul mercato europeo, molte delle quali considerate di alto valore commerciale.

In particolare, sono state analizzate 22 varietà, e per 20 di esse il sequenziamento genetico è stato realizzato per la prima volta. Il team si è concentrato su piccole variazioni del DNA chiamate polimorfismi a singolo nucleotide (SNP), minuscole differenze genetiche che funzionano come una sorta di impronta digitale.

Due grandi gruppi genetici e firme identificative

L’analisi ha permesso di individuare due grandi gruppi genetici tra i campioni di riso esaminati. Ma il risultato più interessante riguarda l’identificazione di specifiche “firme genetiche”, utili per distinguere in modo affidabile le diverse varietà.

Secondo Maria Beatriz Vieira, una delle prime autrici dello studio, i ricercatori hanno individuato cinque variazioni genetiche chiave che, considerate insieme, consentono di riconoscere tutte le 22 varietà analizzate. Questo rappresenta un enorme vantaggio pratico: invece di utilizzare pannelli genetici molto ampi e costosi, basterebbe analizzare pochi marcatori mirati.

Un metodo più economico e accessibile

Uno degli aspetti più rilevanti della ricerca è il suo potenziale applicativo. La possibilità di identificare le varietà di riso con un numero ridotto di marcatori genetici rende il metodo più economico, rapido e replicabile anche su larga scala.

Questo significa che enti di controllo, produttori e distributori potrebbero utilizzare la genetica come strumento di verifica lungo tutta la filiera, dal campo allo scaffale del supermercato, riducendo drasticamente il rischio di frodi.

Il caso del basmati e il riso portoghese “Maçarico”

Lo studio ha anche permesso di chiarire le relazioni genetiche tra varietà apparentemente simili. Un esempio interessante riguarda il confronto con il riso basmati: la varietà portoghese che risulta geneticamente più affine è il “Maçarico”.

Questa informazione non è solo utile per smascherare eventuali sostituzioni, ma anche per valorizzare le produzioni locali, spesso penalizzate dal confronto con varietà esotiche più note.

Oltre le frodi: riso più resistente e sostenibile

La portata dello studio va oltre la lotta alle frodi alimentari. Analizzando il genoma, i ricercatori hanno individuato marcatori genetici associati a caratteristiche agronomiche fondamentali, come la resistenza alla siccità e la qualità del chicco.

Secondo Hugo Rodrigues, uno degli autori, comprendere meglio le relazioni genetiche tra le varietà permette di sviluppare risi più adatti alle condizioni mediterranee, sempre più influenzate dal cambiamento climatico.

Uno strumento per il futuro dell’agricoltura

Pedro Barros, autore corrispondente dello studio, sottolinea che questi dati possono guidare le strategie di miglioramento genetico, aiutando a creare varietà di riso più resilienti, di qualità superiore e meglio adattate agli scenari ambientali futuri.

In un contesto globale segnato da crisi climatiche, insicurezza alimentare e perdita di fiducia nei sistemi di certificazione, la genetica si conferma uno strumento chiave.

Trasparenza nel piatto

La ricerca dell’Università NOVA di Lisbona dimostra che la lotta alle frodi alimentari può partire da un luogo inaspettato: il DNA di un chicco di riso.

Sapere cosa mangiamo non è solo una questione di prezzo o gusto, ma di trasparenza, salute e sostenibilità. E oggi, grazie alla scienza, la verità può essere letta direttamente nei geni.

Foto di Pictavio da Pixabay