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Foto di Angela da Pixabay

Che i lupi fossero predatori intelligenti e adattabili era cosa nota. Che potessero arrivare a usare strumenti, invece, è una possibilità che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza. Eppure, lungo le coste dell’Inner Coast di British Columbia, in Canada, è accaduto qualcosa che ha spiazzato biologi e zoologi: alcuni lupi hanno imparato a manipolare le trappole per granchi piazzate dai ricercatori, adottando comportamenti coordinati e strategici che potrebbero rappresentare la prima prova documentata di uso di strumenti nella specie.

Una scoperta nata quasi per caso, mentre gli studiosi monitoravano tutt’altro: l’espansione del granchio verde europeo, una delle specie invasive più problematiche al mondo.

Le immagini che hanno cambiato tutto

Per capire chi stesse svuotando le trappole utilizzate per studiare i granchi, i ricercatori canadesi hanno installato telecamere remote. Si aspettavano di riprendere lontre, orsi o qualche opportunista della zona. Invece, in un video di pochi minuti, è comparso un lupo.

Un lupo che non si limitava a rubare l’esca, ma che eseguiva una sequenza di azioni sorprendentemente complessa:

  • ha nuotato fino alla trappola,
  • ha afferrato la boa con la bocca,
  • l’ha sollevata per identificare il punto di ancoraggio,
  • ha trascinato la lenza fino a far emergere la gabbia,
  • e infine l’ha aperta per recuperare il contenuto.

Il tutto con una rapidità che ha lasciato gli scienziati senza parole: meno di tre minuti per completare l’operazione.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Ecology and Evolution il 17 novembre, questa sequenza potrebbe configurare un utilizzo di strumenti, definizione che richiede cautela ma che appare sempre più plausibile alla luce delle riprese.

Un comportamento isolato o una nuova capacità?

Finora, gli scienziati hanno documentato almeno due lupi in grado di manipolare le trappole. Il fatto che entrambi compiano azioni simili suggerisce che non si tratti di un gesto fortuito, ma di un comportamento potenzialmente appreso o imitato.

La domanda chiave è: come hanno imparato?

Le ipotesi sono due.

1. Osservazione degli umani

Nella zona opera la Nazione Haíɫzaqv, che utilizza e controlla trappole per granchi sollevandole verticalmente dall’acqua. I lupi, estremamente capaci di osservare e imitare, potrebbero aver assistito alla manovra e adattato la tecnica alle proprie possibilità, trascinando la trappola verso terra invece di tirarla su.

2. Comprensione delle maree

Secondo un’altra teoria, i lupi potrebbero aver capito che le trappole affiorano solo in certi momenti della giornata, sfruttando quindi la marea per avvicinarsi e raggiungerle con facilità. Una forma di pianificazione sorprendente per un predatore che tradizionalmente associamo alla caccia cooperativa, non alla manipolazione di oggetti.

In entrambi i casi, si tratterebbe di un comportamento di livello superiore rispetto a quanto finora osservato.

Perché questa scoperta è così importante

L’uso di strumenti in natura non è comune. È stato documentato in alcune specie di primati, in alcuni uccelli come i corvi e in poche altre eccezioni. Ma nei lupi, animali spesso percepiti solo come predatori istintivi, una simile capacità non era mai stata identificata.

Questa scoperta mette in discussione anni di osservazioni e apre una serie di interrogativi:

  • I lupi sono più flessibili e intelligenti di quanto pensiamo?
  • L’assenza di pressioni umane può favorire lo sviluppo di strategie più complesse?
  • Le interazioni indirette con attività umane, come la pesca, stanno plasmando nuove competenze cognitive?

I ricercatori fanno notare che i lupi della regione vivono in un’area dove la presenza umana è limitata e rispettosa. Senza caccia, persecuzioni o disturbi sistematici, gli animali possono sperimentare, esplorare e sviluppare comportamenti innovativi.

Il ruolo delle specie invasive e le ricadute ecologiche

Il caso è nato da uno studio sul granchio verde europeo, una specie invasiva che sta alterando gli ecosistemi costieri della Columbia Britannica. La presenza dei lupi, quindi, non era l’obiettivo principale della ricerca. Eppure, osservare la loro interazione con le trappole offre una prospettiva inedita sul modo in cui i predatori possono adattarsi rapidamente ai cambiamenti introdotti dall’uomo.

Modo ironico di dirlo: nel tentativo di controllare una specie invasiva, gli studiosi hanno finito per scoprire un’abilità invasiva dei lupi.

Una relazione da ripensare

Questa scoperta contribuisce a ribaltare l’immaginario spesso negativo legato ai lupi. Animali percepiti come minacce o dannosi all’allevamento mostrano invece una complessità cognitiva e una capacità di adattamento che meriterebbero maggiore tutela.

Non sappiamo ancora se si tratti di un fenomeno isolato o dell’inizio di una nuova comprensione della specie. Ma ciò che è certo è che le immagini dalla Columbia Britannica costringeranno la scienza a ripensare il rapporto tra intelligenza animale, ambiente e influenza umana.

Foto di Angela da Pixabay