
Un alleato contro l’insonnia
L’insonnia è un problema che affligge milioni di persone: solo in Italia, oltre 13 milioni di individui faticano a dormire almeno 7-8 ore per notte. Per alcuni è una condizione cronica, per altri un disturbo passeggero legato a periodi di stress o cambiamenti di vita. Negli ultimi anni, sui social e nei forum sul benessere, ha iniziato a circolare una tecnica che promette di rivoluzionare le notti in bianco: il cognitive shuffling.
Ideata dallo psicologo canadese Luc Beaudoin, questa pratica sfrutta le scienze cognitive per “confondere” la mente e accompagnarla dolcemente verso il sonno, riducendo l’ansia e i pensieri intrusivi.
Cos’è il cognitive shuffling e perché funziona
Quando non riusciamo ad addormentarci, spesso la mente resta intrappolata in pensieri analitici: problemi da risolvere, preoccupazioni e pianificazioni che mantengono il cervello in modalità “attiva”. Il cognitive shuffling rompe questo schema, spostando il focus su immagini neutre e parole prive di carica emotiva.
Gli studi sul sonno mostrano che, mentre ci addormentiamo, il nostro cervello tende a produrre micro-sogni e immagini visive. Ricreare intenzionalmente questo stato, passando da un’immagine mentale all’altra, aiuta a ingannare la mente e a simulare la fase di addormentamento naturale.
Come mettere in pratica la tecnica
- Preparati al relax: sdraiati in una posizione comoda, in un ambiente tranquillo e poco illuminato.
- Scegli una lettera: pensa a una lettera dell’alfabeto, per esempio la “M”.
- Trova una parola neutra: deve essere di almeno cinque lettere e non evocare stress, ad esempio Montagna.
- Scomponi la parola: per ogni lettera, pensa al maggior numero possibile di oggetti che iniziano con quella lettera. Con “M” potresti visualizzare mare, moschettone, melone, mappa. Per “O”, invece, occhiali, orologio, orso.
- Visualizza le immagini: immagina ogni oggetto con calma e passa al successivo. L’obiettivo non è completare l’intera parola: nella maggior parte dei casi, il sonno arriva prima.
Questo processo distrae il cervello dai pensieri preoccupanti e lo conduce in uno stato più simile al sogno.
Abitudini complementari per un sonno migliore
Il cognitive shuffling è efficace, ma non è una bacchetta magica. Per risultati duraturi, va abbinato a buone pratiche di igiene del sonno:
- Evita caffè, tè e alcolici nelle ore serali.
- Consuma pasti leggeri e limita gli schermi prima di coricarti.
- Fai un po’ di movimento durante il giorno, ma non troppo tardi la sera.
- Dedica qualche minuto ad attività rilassanti, come la lettura o la meditazione.
- Mantieni una routine regolare per andare a letto e svegliarti.
Un approccio semplice e non invasivo
Il fascino del cognitive shuffling sta nella sua semplicità: non richiede strumenti particolari né farmaci, solo un po’ di creatività e concentrazione. È un metodo accessibile a chiunque e può essere personalizzato: alcune persone preferiscono usare lettere diverse, altre scelgono parole legate a ricordi felici per rendere l’esperienza più piacevole.
In un’epoca in cui i disturbi del sonno sono in aumento e il ritmo frenetico della vita moderna non aiuta a rilassarsi, questa tecnica offre un modo pratico e dolce per accogliere il sonno. Provarla non costa nulla e, per molti, potrebbe davvero trasformare la buonanotte in un momento sereno e ristoratore.








