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Un recente studio condotto su quasi 8.000 partecipanti ha portato a luce un’interessante connessione tra il possesso di animali domestici e il declino cognitivo nei soggetti sopra i 50 anni che vivono da soli. La ricerca, basata sull’English Longitudinal Study of Aging e pubblicata su JAMA Network, ha rilevato che prendersi cura di un animale domestico può aiutare a prevenire il calo delle capacità cognitive in questa fascia di età.

L’indagine ha coinvolto 7.945 partecipanti britannici, prevalentemente di età media di 66 anni e in gran parte viventi soli. Nel corso di otto anni, oltre un terzo del gruppo (35,1%) possedeva animali domestici, con circa il 30% che viveva in solitudine.

Mentre ricerche precedenti suggerivano che la vita solitaria potesse essere un fattore di rischio per la demenza e il declino cognitivo, il nuovo studio ha rivelato che il possesso di animali domestici era correlato a tassi più lenti di declino della memoria verbale e della fluidità verbale. Questa scoperta è significativa, soprattutto considerando l’incremento del numero di persone anziane che vivono da sole nelle ultime decadi.

Il professor Ciyong Lu, autore corrispondente dello studio presso l’Università Sun Yat-sen di Guangzhou, Cina, ha sottolineato che “il possesso di animali domestici compensa le associazioni tra la vita da soli e il calo dei tassi di memoria verbale e fluidità verbale“, definendolo un “modificatore significativo” in tutte e tre le associazioni: cognizione verbale composita, memoria verbale e fluidità verbale.

Curiosamente, possedere un animale domestico non sembrava influenzare il declino cognitivo negli anziani che vivevano con altre persone.

Il Prof. Lu ha concluso suggerendo la necessità di ulteriori studi clinici per informare misure di sanità pubblica volte ad affrontare la demenza tra gli anziani. L’indagine offre uno sguardo promettente su come la compagnia di un animale domestico potrebbe contribuire al benessere cognitivo degli anziani, in particolare coloro che conducono una vita solitaria.