un-capodoglio-intrappolato-nelle-reti-da-pesca-il-tentativo-di-salvataggio

Alcuni giorni fa è stato avvistato un capodoglio al largo delle isole Eolie intrappolato da alcune reti da pesca illegali. Il biologo Carmelo Isgrò è impegnato da giorni a cercare di liberare l’esemplare da oltre 12 metri il cui nome è Furia. I lavori stanno proseguendo, ma più il tempo passa più le possibilità di sopravvivenza dell’animale diminuiscono.

Gli sforzi hanno per ora portato a dei buoni risultati, ma c’è ancora molto da fare. Quando è stato visto la prima volta era intrappolato in tutto il corpo, le reti lo stavano avvolgendo del tutto. Con i primi giorni di lavoro, sono riusciti a liberarlo quasi del tutto, ma ora sembra mancare la parte più importante, ovvero la coda.

Le parole di Isgrò riportate da Open: “Siamo in attesa di ritrovarlo ed è terribile. Le sue possibilità di sopravvivere si riducono drasticamente col trascorrere del tempo. Ci stiamo provando ma non è facile. Lavoriamo con i ragazzi della Guardia costiera, sia di Lipari che della Diciotti (che ci hanno scortato per tutta la notte) e del nucleo sommozzatori della Capitaneria di Porto di Napoli»

 

Un secondo capodoglio intrappolato

Le reti messe dai pescatori in modo illegale sono un problema. Causano un grande danno all’ecosistema e lo si è già visto nel 2017. Tre anni fai, Isgrò trovò il cadavere di un altro capodoglio, Siso. Anche lui era rimasto intrappolato in alcune reti e purtroppo morì. Il cadavere venne portato a riva dalla corrente insieme alle reti che lo avevano ucciso e a tanta plastica, un altro problema con cui faremo sempre più i conti.