mummia pompei

Un distinto fiore bianco su un muro di un nero brillante. Questo è il sorprendente graffito ritrovato all’interno dei resti di un’antica villa a Pompei. Il disegno rinvenuto ritrae il nome di Mummia, una bambina che potrebbe portare ad una scoperta ancor più eclatante. Questa rivelazione apre infatti la possibilità che la residenza fosse un tempo appartenuta ai Mummii, una tra le famiglie più potenti e importanti di Roma. La loro presenza non è mai stata attestata a Pompei.

Dopo due mesi di chiusura causa Covid-19, una soleggiata Pompei si prepara ad accogliere l’arrivo dei primi visitatori, e la riapertura porta con sé anche incredibili sorprese. Gli archeologi hanno scoperto il nuovo sito a nord della città romana, appena fuori dalle mura dell’antica colonia. Gli scavi hanno portato alla luce pareti e architetture dipinte che suggeriscono una struttura simile alla famosa Villa dei Misteri.

Un’architettura appartenente all’età augustea con dimensioni molto importanti. “Tutti gli elementi ritrovati fanno pensare a una grande, importantissima villa suburbana affacciata sul mare, così ricca da ospitare nelle sue scuderie anche cavalli di razza”. Ha riportato all’ANSA, Massimo Osanna, direttore del Museo Archeologico.

 

L’ennesima attività clandestina ha portato ad una scoperta sensazionale

Siamo nella zona di Civita Giuliana. La scoperta, è il risultato di un’operazione congiunta tra la Procura di Torre Annunziata con il procuratore Pierpaolo Filippelli, i carabinieri e il Museo. Questo ha permesso a investigatori e studiosi di localizzare il più grande tesoro nel giardino della casa di un predatore di tombe, ora espropriato mentre l’uomo è sotto processo.

Il prato, nascosto da una tettoia di legno, portava ad un pozzo che scendeva al livello di quello che una volta era la villa. Qui i tombaroli avevano allestito il loro cantiere, scavando anche un impressionante tunnel lungo oltre 60 metri, che dalle stanze del criptoportico raggiunge le stalle.

Da un lato, quindi, c’è un’importante scoperta che potrebbe aggiungere nuovi preziosi pezzi alla storia della colonia romana, dall’altro l’ennesimo caso di attività clandestina che danneggia l’eredità di tutti e mette a rischio la ricostruzione di un contesto storico.

mummia pompei

La sfarzosa villa porterà alla luce le sua storia tra cui quella della piccola Mummia

La grande tenuta suburbana, le cui sale saranno ora portate alla luce, era già stata parzialmente scavata tra il 1907 e il 1908. Era composta da un settore residenziale delimitato su due lati da un portico e nel terzo da un lungo criptoportico coperto da una terrazza che domina i campi. Una residenza di altissima qualità, con camere riccamente affrescate e arredate e sontuose terrazze che si affacciavano sul Golfo di Napoli e Capri.

Si pensa che la villa appartenesse forse a un magistrato militare, o persino a un esponente dei Mummii, stando al nome della bambina sul graffito ritrovato. Osanna, ha riferito che l’epigrafista Antonio Varone sta facendo uno studio approfondito per scoprire di più su questo aspetto. La villa nonostante il terremoto che ha preceduto l’eruzione a Pompei, si è mantenuta perfettamente. La gran quantità di materiale piroplastico che ha invaso le sue stanze durante quella notte potrebbe infatti aver contribuito alla sua conservazione.

Naturalmente, i nuovi scavi, finanziati con 2 milioni di fondi ordinari per il Museo, richiederanno tempo. Il direttore Osanna afferma tuttavia che la tenuta verrà poi aperta, portando alla luce tutte le sue storie tra cui quella della piccola Mummia e il suo tragico destino. Per fortuna ogni traccia di incursione da parte dei tombaroli verrà completamente cancellata.