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Mantenere una distanza di sicurezza di più di un metri, pulirsi continuamente le mani ed evitare di toccarsi il viso, sono le tre misure principali per cercare di evitare un contagio da coronavirus. Ovviamente non lo prevengono al 100%, ma aiutano a ridurne la possibilità. Un altro aspetto da tenere fortemente in conto è che il virus sopravvive diverso tempo sulle superfici al di fuori di un organismo, come il nostro per esempio. Bisogna conoscere tale durata.

La durata cambia a seconda della superficie. Sul cartone sembra che la durata massima sia di 24 ore, tempo oltre il quale il virus perde la sua virulenza e la capacità di infettare. Sulla plastica e sull’acciaio inossidabile il tempo aumenta fino a raggiungere i tre giorni. Altro aspetto pericoloso è il fatto che rimane nell’aria per diverso tempo, apparentemente per un massimo di tre ore.

 

La sopravvivenza del coronavirus

Questi dati sono stati estrapolati da ricerche in laboratorio e i ricercatori sottolineano che nella realtà il virus potrebbe comportarsi in modo diverso. Le variabili che possono entrare in azione sono diversi, come l’umidità per esempio. Detto questo, queste informazioni sono un ottimo punto di partenza per capire come il virus agisce fuori da un organismo ospite.

Sapere che il coronavirus è in grado di sopravvivere così a lungo sulle superficie dovrebbe spingere ancora di più le persone a cercare non sono di tenere pulite le proprie mani, ma anche le superfici, soprattutto quelle con cui si viene più a contatto durante il giorno. Più per le ricerche andranno avanti, più si saprà di più.