Squali bambu

Gli scienziati hanno scoperto per caso quattro nuove specie di squali bambù: questi pesci sono noti perché sono in grado di camminare, quasi strisciare, sulle loro pinne tra le rocce e la barriera corallina dei fondali della Nuova Guinea. Secondo quanto pubblicato sulla rivista Marine and Freshwater Research, si tratterebbe della specie di squali più evoluta al mondo.

 

Camminano sulle pinne e sono innocui

Come spesso accade nella scienza, molte scoperte avvengono mentre i ricercatori stanno lavorando ad altro. Il caso di cui si parla in questi ultimi giorni nel campo della biologia marina non è esente. Un gruppo internazionale di esperti stava raccogliendo campioni di DNA di una specie di squalo bambù già conosciuta: questi animali camminano sulle pinne per spostarsi sul fondale. Durante un’immersione nelle acque poco profonde della Nuova Guinea, hanno scoperto quattro nuove specie di questi squali, che arrivano al massimo a 1,20 metri di lunghezza.

Questi squali, piccoli e innocui, usano le pinne per spostarsi tra la barriera superficiale e la posidonia, dove si nutrono di invertebrati e piccoli pesci. La loro capacità di camminare è in parte dovuta dai cambiamenti del livello del mare e del fondale. Vivono in Indonesia, Nuova Guinea e in parte dell’Australia.

Gli squali più evoluti al mondo

Si tratterebbe della specie di squalo più evoluta sulla Terra, secondo quanto pubblicato. Sono anni che gli scienziati studiano il DNA delle specie conosciute di questa famiglia proprio per stabilire quando si sono evoluti. Nel caso di quelle più giovani, il cambiamento potrebbe essersi verificato meno di 2 milioni di anni fa, sfatando il mito secondo cui gli squali, invece, si evolvono lentamente. “La scoperta dimostra che gli squali moderni hanno notevoli capacità di resistenza evolutiva e di adattarsi ai cambiamenti ambientali ha affermato Mark Erdmann, coautore dell’articolo e vicepresidente dell’area marina della Conservation International of Asia-Pacific.

Infatti, gli squali esistono da almeno 400 milioni di anni: il più antico fossile di dinosauro ha circa 240 milioni di anni. Quindi i predatori dei mari esistono da ben prima dei dinosauri e da allora continuano ad evolversi. Studiando le differenze nei DNA tra diverse specie di squali, gli scienziati hanno potuto creare una linea temporale evolutiva. Gli squali bambù avrebbero cominciato a staccarsi dalla loro famiglia evolutiva soltanto 9 milioni di anni fa.

La speranza di Mark Erdmann è che tutti possano impegnarsi a tutelare sia questo tipo di squali che il loro ecosistema. Afferma infatti che “è fondamentale che le comunità locali, i governi e il pubblico internazionale continuino a lavorare per creare delle aree marine protette allo scopo di aiutare la biodiversità degli oceani a crescere”.