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Diabete di tipo 2: un modo per ridurre il rischio

Giacomo AmpolliniPubblicato il 2 min di lettura
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Foto Ignacio Brosa Unsplash

Il diabete di tipo 2 è sempre più diffuso nel mondo e, oltre alla predisposizione genetica, anche l’ambiente e lo stile di vita possono influenzarne la comparsa. Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di oltre 400.000 individui, seguiti per una media di oltre 15 anni, confrontandoli con la disponibilità di aree verdi nelle vicinanze delle loro abitazioni. È emersa un’associazione interessante: in generale, maggiore era la presenza di spazi verdi intorno alla casa, minore risultava il rischio di sviluppare la patologia.

In particolare, le persone che disponevano di ampi giardini privati ​​entro 100 metri dalla propria abitazione avevano un rischio del quasi del 7% più basso rispetto a chi aveva meno accesso a giardini. Anche vivere in quartieri con almeno quattro parchi era associato a una riduzione del rischio del 5,7%. Sorprendentemente, la distanza dei parchi raggiungibile a piedi sembrava avere un ruolo meno importante. Tuttavia, trattandosi di uno studio osservazionale, i risultati mostrano soltanto un’associazione.

 

Aree verdi e Diabete di tipo 2

Una possibile spiegazione è l’attività fisica: chi vive vicino ai parchi e ai giardini potrebbe muoversi di più. Studi precedenti hanno infatti rilevato che le persone residenti in quartieri ricchi di parchi fanno circa 24 minuti di attività fisica in più alla settimana rispetto a chi vive in zona con pochi spazi verdi. I ricercatori ipotizzano inoltre altri benefici, come una maggiore esposizione alla luce solare e alla vitamina D, effetti positivi sulla salute mentale e un contatto più frequente con microrganismi ambientali potenzialmente utili al microbiota intestinale, tutti fattori di interesse rispetto al diabete.

Lo studio evidenzia anche una questione di uguaglianza sociale. Le persone con redditi e livelli di istruzione più bassi sono maggiormente colpite dal diabete e spesso hanno anche meno accesso agli spazi verdi. In un periodo di crescente densità urbana e crisi abitativa, i ricercatori invitano quindi urbanisti, governi e costruttori a considerare il verde come una componente della salute pubblica, non soltanto come un elemento estetico. Giardini e parchi potrebbero rappresentare infatti una parte importante di un ambiente urbano capace di favorire uno stile di vita più sano.