Shrekking, tendenza dating
Foto di Mayur Gala su Unsplash

Nel vasto universo delle tendenze sentimentali nate sui social network, c’è un nuovo termine che sta attirando l’attenzione di psicologi, esperti di relazioni e semplici curiosi: Shrekking.

Il nome richiama immediatamente il celebre personaggio verde della saga animata Shrek, ma il significato va ben oltre il mondo delle fiabe. Con questo termine si indica la scelta di frequentare una persona considerata meno attraente secondo i canoni estetici dominanti, nella convinzione che ciò possa garantire una relazione più stabile, sincera e duratura.

Una teoria che ha rapidamente conquistato TikTok, Instagram e le piattaforme dedicate al dating, dando vita a un acceso dibattito sul modo in cui oggi viviamo l’amore e costruiamo le nostre relazioni.

Da dove nasce il fenomeno dello Shrekking

Dietro questa tendenza si nasconde una convinzione tanto semplice quanto controversa: una persona ritenuta meno desiderabile dal punto di vista estetico sarebbe meno incline a tradire, più disponibile a investire nella relazione e maggiormente riconoscente verso il partner.

In altre parole, alcuni utenti sostengono che scegliere qualcuno lontano dagli standard tradizionali di bellezza possa ridurre il rischio di sofferenze sentimentali.

Lo Shrekking nasce quindi come una sorta di strategia emotiva. Non si cerca necessariamente la persona che suscita la maggiore attrazione, ma quella che viene percepita come più affidabile e meno “pericolosa” sul piano affettivo.

Questa logica riflette una trasformazione interessante del dating contemporaneo, sempre più influenzato dalla paura della delusione e dall’esigenza di proteggersi emotivamente.

La paura di soffrire dietro le nuove relazioni

Molti esperti osservano come il fenomeno non parli tanto di estetica quanto di insicurezza relazionale.

In un’epoca caratterizzata da incontri rapidi, applicazioni di dating e relazioni spesso fragili, cresce il desiderio di trovare garanzie. Tuttavia l’amore, per sua natura, non può essere completamente controllato.

Lo Shrekking sembra quindi rappresentare il tentativo di ridurre il rischio sentimentale attraverso una scelta apparentemente razionale. Una sorta di assicurazione emotiva che promette maggiore stabilità.

Il problema è che la realtà delle relazioni umane raramente segue formule matematiche o regole prestabilite.

L’affidabilità, la capacità di amare, l’empatia e la fedeltà non dipendono infatti dall’aspetto fisico, ma da caratteristiche personali molto più profonde e complesse.

Perché gli psicologi guardano il fenomeno con cautela

Molti professionisti della salute mentale invitano a osservare questa tendenza con senso critico.

Il rischio principale consiste nel trasformare il partner in una scelta strategica piuttosto che affettiva. Quando una relazione nasce dall’idea di minimizzare le possibilità di essere feriti, si corre il pericolo di costruire il rapporto su presupposti fragili.

Inoltre, lo Shrekking potrebbe alimentare stereotipi problematici.

L’idea che una persona fisicamente attraente sia automaticamente meno affidabile o più incline al tradimento non trova alcun reale fondamento scientifico. Allo stesso modo, considerare qualcuno “più sicuro” soltanto perché percepito come meno desiderabile rischia di ridurre la complessità dell’individuo a una semplice valutazione estetica.

Le relazioni sane si costruiscono attraverso la fiducia, la comunicazione e la reciprocità, elementi che non possono essere dedotti dall’aspetto esteriore.

Il paradosso di Shrek

C’è poi un aspetto curioso che rende questa tendenza particolarmente interessante.

Il messaggio originale del film Shrek era infatti quello di superare i giudizi superficiali legati all’aspetto fisico. La storia raccontava l’importanza di guardare oltre le apparenze e di riconoscere il valore autentico delle persone.

Lo Shrekking, invece, continua a basarsi proprio su una classificazione estetica. Cambia il criterio, ma resta il meccanismo: le persone vengono ancora valutate in base a una presunta gerarchia di attrattività.

Per questo motivo alcuni osservatori ritengono che il fenomeno rappresenti una contraddizione rispetto ai valori che il personaggio di Shrek ha sempre incarnato.

Cosa ci insegna davvero questa tendenza

Al di là delle polemiche, il successo dello Shrekking racconta qualcosa di molto significativo sulla società contemporanea.

Parla del bisogno di sicurezza emotiva, della paura dell’abbandono e della crescente difficoltà nel fidarsi degli altri. Rivela quanto le relazioni siano diventate un terreno complesso, nel quale molte persone cercano strategie per proteggersi da possibili sofferenze.

Ma forse il vero insegnamento è un altro.

L’amore non può essere ridotto a una formula, a un algoritmo o a una scelta calcolata. Le qualità che rendono una persona un buon partner non sono visibili a prima vista e non dipendono dai canoni estetici.

In un mondo sempre più orientato alle apparenze, la vera sfida potrebbe essere proprio quella di tornare a conoscere le persone nella loro autenticità, senza cercare scorciatoie o garanzie impossibili.

Perché, alla fine, il successo di una relazione non dipende da quanto qualcuno sia bello o meno bello agli occhi degli altri, ma dalla qualità del legame che due persone riescono a costruire insieme.

Foto di Mayur Gala su Unsplash