perdita cromossoma y uomini
Foto di Chaiyan Anuwatmongkolchai da Pixabay</a

Gli uomini tendono a perdere progressivamente il cromosoma Y con l’avanzare dell’età. Per decenni, si pensava che la sua perdita fosse irrilevante, dato che questo cromosoma piccolo contiene solo 51 geni codificanti proteine, principalmente legati alla determinazione del sesso maschile e alla produzione degli spermatozoi. Tuttavia, nuove evidenze scientifiche suggeriscono che la sua assenza potrebbe avere ripercussioni significative sulla salute, incidendo su malattie cardiovascolari, neurodegenerative e persino sul rischio di cancro.

Studi recenti mostrano che già a 60 anni circa il 40% degli uomini presenta cellule senza cromosoma Y, mentre a 90 anni la percentuale sale al 57%. Fattori ambientali come il fumo, l’esposizione a sostanze chimiche e carcinogene possono accelerare questa perdita.

Il mosaico cellulare e la divisione accelerata

La perdita del cromosoma Y non avviene in tutte le cellule, ma solo in alcune, creando un mosaico di cellule con e senza Y. Le cellule prive di Y sembrano avere un vantaggio competitivo: crescono più velocemente in coltura e potrebbero contribuire allo sviluppo di tumori o al declino della funzionalità dei tessuti.

Il cromosoma Y è particolarmente soggetto a errori durante la divisione cellulare. Può rimanere intrappolato in strutture cellulari che vengono eliminate, determinando la perdita irreversibile della sua presenza nelle cellule figlie. Tessuti a rapida replicazione, come quelli renali o ematopoietici, sono quindi più vulnerabili.

Un piccolo cromosoma con grandi effetti

Nonostante la sua apparente “inutilezza” per la maggior parte delle cellule, il cromosoma Y contiene geni essenziali per la regolazione dell’attività genica in tutto il corpo. Oltre al famoso gene SRY, responsabile dello sviluppo maschile, altri 46 geni sono attivi in diversi tessuti e molti agiscono come soppressori tumorali o regolatori del ciclo cellulare.

Molti di questi geni hanno copie sul cromosoma X, presenti anche nelle donne. Quando il cromosoma Y viene perso, la cellula maschile resta con una sola copia di questi geni, il che può portare a disregolazioni cellulari, influenzando il funzionamento del sangue, del cuore e del sistema immunitario.

Malattie associate alla perdita di Y

Diversi studi indicano un legame tra la perdita del cromosoma Y e patologie gravi. Uomini over 60 con una frequente assenza di Y nelle cellule presentano maggior rischio di infarto e insufficienza cardiaca. Studi su topi hanno dimostrato che cellule prive di Y aumentano la probabilità di malattie legate all’età, tra cui ridotta funzione cardiaca e patologie metaboliche.

Anche il cancro sembra influenzato: tumori del sangue e melanoma oculare sono più frequenti e aggressivi negli uomini con alta perdita di Y. Alcune evidenze suggeriscono un ruolo anche nella progressione della malattia di Alzheimer e nella mortalità da COVID-19.

Verso la comprensione del meccanismo

Non è ancora chiaro se la perdita del cromosoma Y sia causa diretta di queste malattie o se rappresenti un marcatore di instabilità cellulare. La genetica gioca comunque un ruolo importante: circa un terzo della variazione nella perdita del cromosoma Y è ereditaria, coinvolgendo geni legati alla regolazione del ciclo cellulare e alla suscettibilità tumorale.

Oltre ai geni codificanti proteine, il cromosoma Y ospita molti RNA non codificanti che regolano l’attività di altri geni. La loro assenza potrebbe compromettere la funzione genica in più tessuti, spiegando effetti diffusi sulla salute.

La scoperta che il cromosoma Y può essere perso senza uccidere la cellula ha inizialmente suggerito un ruolo marginale nella vita adulta. Oggi, grazie a nuove tecniche di sequenziamento e studi sperimentali, emerge un quadro più complesso: il cromosoma Y, seppur piccolo, ha funzioni fondamentali per la regolazione genetica e la protezione cellulare.

Capire esattamente come la sua perdita influenzi l’organismo potrebbe aprire la strada a nuove strategie preventive e terapeutiche per malattie tipicamente maschili, cardiovascolari e oncologiche, con il potenziale di migliorare la longevità e la qualità della vita degli uomini.

Foto di Chaiyan Anuwatmongkolchai da Pixabay