
I materassi usati, uno dei rifiuti più difficili da smaltire al mondo, potrebbero trasformarsi in un’inaspettata risorsa per la sicurezza degli edifici. Secondo un nuovo studio, la schiuma recuperata dai materassi può essere convertita in un materiale isolante ignifugo “coltivato” con l’aiuto dei funghi.
La ricerca, condotta da un team della Swinburne University of Technology e pubblicata su Scientific Reports, propone un approccio innovativo che unisce economia circolare e bioingegneria. L’idea è semplice quanto sorprendente: usare microrganismi per trasformare un rifiuto ingombrante e persistente in un materiale utile e resistente al fuoco.
Funghi e schiuma: un’alleanza inaspettata
Gli scienziati hanno sviluppato un processo che combina la schiuma dei materassi triturati con il fungo Penicillium chrysogenum. Durante la crescita, il fungo si lega fisicamente alla schiuma e favorisce la formazione di composti minerali.
Questi minerali conferiscono al materiale una resistenza straordinaria alle alte temperature: può sopportare fino a circa 1.000 °C, una caratteristica cruciale in caso di incendio.
Il risultato è un materiale leggero, compatto e strutturalmente stabile, con prestazioni comparabili a quelle degli isolanti tradizionali già impiegati negli edifici residenziali e commerciali.
Un problema globale che diventa risorsa
I materassi rappresentano una sfida ambientale enorme. Possono impiegare fino a 120 anni per decomporsi e, per via del loro volume e della composizione complessa, sono costosi da riciclare.
Come spiega il coautore dello studio, The Hong Phong Nguyen, proprio queste caratteristiche — durabilità, struttura e porosità — rendono i materassi un substrato ideale per la crescita fungina, quasi come un “terreno di coltivazione” in cui i funghi possono attecchire e trasformare il rifiuto.
Oltre l’isolamento termico
Le possibili applicazioni di questo materiale vanno oltre l’isolamento. I ricercatori ipotizzano l’uso in pannelli ignifughi, componenti edilizi e persino in nuove tecniche di costruzione, come gli edifici realizzati tramite stampa 3D.
Nonostante il potenziale, gli scienziati sottolineano che la tecnologia è ancora in fase sperimentale. Anche se dovesse arrivare sul mercato, non risolverà da sola la crisi globale dei rifiuti di materassi. Ma rappresenta un esempio concreto di come i rifiuti possano diventare risorse, contribuendo sia alla sostenibilità ambientale sia alla sicurezza delle persone.








