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Foto di Frank Rietsch da Pixabay

Chi avrebbe mai pensato che una serata apparentemente pigra, passata sul divano con una coperta e una ciotola di popcorn, potesse trasformarsi in un’attività vagamente assimilabile a un allenamento? Eppure, secondo una ricerca condotta dall’Università di Westminster, guardare un film horror per circa un’ora e mezza può portare a bruciare fino a 200 calorie. Un numero che, senza voler illudere nessuno, avvicina l’esperienza a una camminata a passo sostenuto.

La notizia ha fatto sorridere, incuriosito e in parte anche sollevato gli amanti del genere: paura e metabolismo, a quanto pare, hanno più cose in comune di quanto si possa immaginare.

Il ruolo della paura: una reazione primordiale

La spiegazione non è affatto misteriosa. Quando guardiamo un film horror, il nostro cervello non distingue del tutto tra una minaccia reale e una simulata. Le immagini sullo schermo attivano meccanismi antichi, legati alla sopravvivenza. È la classica risposta di “attacco o fuga”.

Il cuore accelera, la respirazione diventa più rapida, i muscoli si tendono. L’adrenalina e il cortisolo entrano in circolo, preparando il corpo a reagire. Questo stato di allerta comporta un aumento del dispendio energetico: l’organismo consuma più ossigeno e utilizza più glucosio, bruciando così più calorie rispetto a una visione rilassata di una commedia romantica.

Non tutti i film spaventano allo stesso modo

Lo studio ha evidenziato che non tutti gli horror producono lo stesso effetto sul corpo. I film capaci di mantenere alta la tensione, alternando momenti di attesa a improvvisi picchi di paura, risultano più “attivanti” dal punto di vista fisiologico.

Titoli come Shining, Lo squalo e L’esorcista sono tra quelli che hanno provocato le reazioni più intense nei partecipanti allo studio. Non si tratta solo di jump scare, ma di una costruzione emotiva che coinvolge lo spettatore a livello profondo, mantenendolo in uno stato di vigilanza costante.

Battito accelerato e metabolismo in movimento

Dal punto di vista biologico, l’aumento del battito cardiaco è uno degli indicatori principali dell’attivazione metabolica. Più il cuore lavora, più energia viene richiesta all’organismo. Anche la tensione muscolare, spesso inconsapevole, contribuisce al consumo calorico.

Stringere i braccioli del divano, trattenere il respiro, irrigidirsi durante le scene più angoscianti: sono tutte micro-reazioni che, sommate nel tempo, aumentano il dispendio energetico. Non è sport, certo, ma è una dimostrazione di quanto mente e corpo siano strettamente connessi.

Stress “buono” o stress da evitare?

È importante fare una distinzione. La paura generata da un film horror rientra in quello che gli esperti definiscono stress acuto e controllato. È temporaneo, ha una durata limitata e, una volta terminato il film, i parametri fisiologici tornano gradualmente alla normalità.

Diverso è il caso dello stress cronico, che ha effetti negativi sulla salute cardiovascolare e metabolica. In questo senso, l’horror può persino avere una funzione catartica: permette di sperimentare emozioni intense in un contesto sicuro, offrendo una sorta di “sfogo” emotivo.

Un’esperienza soggettiva: non vale per tutti

Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo ai film horror. C’è chi li trova elettrizzanti e chi, invece, li vive con un disagio tale da spegnere la TV dopo pochi minuti. Il consumo calorico, così come la risposta emotiva, varia in base alla sensibilità individuale, all’empatia con la storia e persino all’esperienza pregressa con il genere.

Chi è particolarmente suggestionabile potrebbe sperimentare un’attivazione fisiologica più intensa, mentre gli spettatori abituali, ormai “allenati” alla paura, potrebbero reagire in modo più contenuto.

Una scusa (leggera) per amare l’horror

Ovviamente nessuno suggerisce di sostituire l’attività fisica con una maratona di film dell’orrore. Tuttavia, sapere che il corpo non resta del tutto passivo durante la visione può rendere l’esperienza ancora più interessante.

Tra brividi, colpi di scena e tensione crescente, anche il metabolismo entra in gioco. E se non altro, la prossima volta che qualcuno storcerà il naso davanti a una serata horror sul divano, si potrà rispondere con un sorriso: “Sto facendo lavorare cuore e corpo. A modo mio”.

Perché, a volte, anche la paura può diventare una forma inaspettata di movimento.

Foto di Frank Rietsch da Pixabay