
Polpi, calamari e seppie non smettono di sorprendere. Dopo aver ispirato studi su robotica e intelligenza artificiale, ora i loro segreti di mimetismo potrebbero rivoluzionare anche il mondo della cosmetica — in particolare quello delle creme solari.
Il merito è di un pigmento naturale, la xantommatina, fondamentale per il cambio di colore di questi animali straordinari. Fino a poco tempo fa, produrne quantità sufficienti era impossibile: troppo raro, troppo lento da ottenere. Ma un team di biologi della Stanford University, guidato da Leah Bushin, ha trovato la chiave per moltiplicarne la produzione fino a mille volte grazie a un batterio geneticamente modificato.
Nuova frontiera per la protezione solare naturale
Questo batterio può sopravvivere solo se produce il pigmento, creando un ciclo autosufficiente e sostenibile. Il risultato? Una risorsa naturale e rinnovabile, che apre la strada a nuove protezioni solari intelligenti, capaci di adattarsi alla luce e offrire un filtro dinamico e biocompatibile.
La ricerca, pubblicata su Nature Biotechnology, non interessa solo il settore cosmetico: anche il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti guarda con attenzione alle potenzialità mimetiche della xantommatina.
Oltre al futuro della protezione solare, questa scoperta segna un passo importante verso materiali biologici alternativi ai derivati del petrolio, in un dialogo virtuoso tra scienza e natura — dove i polpi, ancora una volta, ci insegnano l’arte dell’adattamento.








