
Molti pensano che impostare la lavatrice a 60°C basti per igienizzare i vestiti. Eppure, alcuni modelli non raggiungono davvero quella temperatura. In alcuni casi, l’acqua rimane a 20°C senza che l’utente se ne accorga.
Il risultato? I batteri non vengono eliminati, soprattutto in cicli brevi, e i vestiti continuano a essere veicolo di infezioni.
Lo studio: la metà delle lavatrici non igienizza correttamente
Uno studio condotto da Katie Laird, esperta in microbiologia, ha testato sei modelli di lavatrici domestiche con campioni contaminati dal batterio Enterococcus faecium, noto per causare infezioni urinarie e resistenza agli antibiotici.
I risultati sono preoccupanti:
- La metà delle lavatrici non ha eliminato i batteri durante un ciclo rapido a 60°C.
- Un terzo ha fallito anche durante un ciclo standard.
- Alcune non superavano i 20°C, vanificando ogni sforzo di disinfezione.
Una minaccia silenziosa: la resistenza ai detersivi
Le lavatrici, anziché eliminare i microbi, possono selezionare quelli più resistenti. L’analisi del DNA ha mostrato che i batteri sopravvissuti ai lavaggi hanno iniziato a sviluppare geni di resistenza.
Questo è particolarmente rischioso se si lavano in casa le uniformi di operatori sanitari, contribuendo potenzialmente alla diffusione di infezioni ospedaliere.
Come proteggersi: i consigli degli esperti
Per ridurre i rischi di contaminazione e favorire una corretta igiene, gli autori dello studio suggeriscono:
- Usare regolarmente disinfettanti per lavatrici.
- Effettuare cicli di pulizia a 90°C per igienizzare la macchina.
- Usare un Pixabay per evitare l’accumulo di calcare, che può compromettere le prestazioni.








