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Un eccessivo consumo di carne può portare ad un maggior rischio di tumori. Foto di congerdesign da Pixabay

Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista BMC Medicine, mangiare quantità eccessive di carne potrebbe portare ad un maggiore rischio di sviluppare alcuni tumori. A realizzare lo studio è stato un team di ricercatori dell’Università di Oxford i quali hanno analizzato i dati clinici e alimentari di 472.377 adulti nel Regno Unito, tra i 40 ed i 70 anni e che all’inizio dello studio non avevano il cancro.

I ricercatori hanno seguito i partecipanti allo studio per ben 11 anni e hanno condotto un’analisi comparata tra le diagnosi di cancro e il consumo di carne, inclusi diversi tipi di carne (come manze, maiale, ovini e pollame) e carne lavorata. Il pesce è stato invece considerato come categoria a parte.

 

Un minor consumo di carne porta ad un minor rischio di insorgenza di cancro

Da questa analisi è emerso che per vegetariani e vegani, quindi per coloro che seguono una dieta priva di carne e derivati e pesce, il rischio complessivo di insorgenza di cancro era inferiore del 14% rispetto a coloro che consumano carne ogni giorno o almeno 5 volte a settimana. Mentre per coloro che consumano solo pesce ma non carne, il rischio era attorno al 10% inferiore e per le persone la cui dieta prevede un consumo moderato di carne il rischio di insorgenza di cancro era inferiore solo del 2%, rispetto a chi la consuma almeno 5 volte a settimana.

Secondo quanto afferma Cody Watling, autore principale dello studio e dottorando dell’Università di Oxford, sembra che la differenza più significativa nel rischio di insorgenza di cancro sia stata individuata per alcuni tipi di cancro.

Le maggiori differenze sono state registrate infatti per il cancro alla prostata, per cui è stato individuato un rischio di insorgenza minore del 20-31% in coloro che erano vegetariani o che mangiano solo pesce e non carne, rispetto a chi consuma carne in modo più frequente. Questo vale per quanto riguarda gli uomini, nelle donne invece le differenze più sostanziali si sono registrate per il cancro al seno in postmenopausa, anche se nelle donne si registrano comunque tassi inferiori di rischio rispetto agli uomini.

Secondo Watling un’ipotesi per spiegare tale disparità di genere potrebbe risiedere nel fatto che gli uomini sono in generale meno attenti alla salute. Come afferma infatti Watling “potrebbe darsi che le donne, anche se seguono una dieta con un consumo di carne regolare, mangino più cereali integrali, mentre è probabile che gli uomini mangino più carni lavorate”.

 

Non è necessario diventare vegetariani

Watling afferma dunque che sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per comprendere il legame tra alimentazione e tumori, i risultati suggeriscono che nel tempo il modo in cui mangiamo prodotti animali, incluso ciò che mangiamo assieme ad essa, può svolgere un ruolo importante nella salute.

Watling spiega comunque che si tratta di uno studio osservazionale, e non è quindi una valutazione perfetta di come il consumo di carne influisca sul rischio di cancro. Questo legame infatti potrebbe essere influenzato da molti altri fattori, incluso lo stile di vita generale.

Tra i diversi fattori che possono influenzare una maggiore insorgenza di tumori potrebbero esservi anche fattori come l’obesità, l’età e il consumo di tabacco e alcol. I ricercatori affermano anche che molto dipende dal tipo di carni consumate, ad esempio la carne lavorata può aumentare i rischi per la salute.

Il consiglio dei ricercatori comunque è di consumare una notevole diversità di cibi vegetali per ridurre il rischio di insorgenza di cancro e di altre malattie croniche, indipendentemente dal tipo di carne che si è abituati a mangiare. Come afferma infatti Watling “potrebbe esserci un rischio inferiore per le persone che escludono la carne, ma per seguire una dieta sana, non è necessario escludere la carne. Abitudini come mangiare cereali integrali, verdure e legumi e mantenere un peso sano sono cose che tutti dovremmo fare indipendentemente dal fatto che siamo vegetariani o che mangiamo la carne”.