panda-camuffamento
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I ricercatori dell’Università di Bristol, dell’Accademia cinese delle scienze e dell’Università di Jyväskylä hanno utilizzato tecniche di analisi delle immagini all’avanguardia per dimostrare in modo controintuitivo che la colorazione del panda gigante lo aiuta a mimetizzarsi.

Il team ha analizzato le fotografie dei panda selvatici nella foresta utilizzando modelli al computer che simulavano la visione umana, i felidi (gatti selvatici come i leopardi delle nevi) e i canidi (cani selvatici). Secondo la rivista New Atlantis, questi ultimi due sono le prede dei panda.

 

La ricerca

L’indagine ha mostrato che, in tutti e tre i casi, nell’ambiente si mescolavano macchie nere con ombre scure. Le aree bianche miste a fogliame o neve, quando presenti. Alcuni panda hanno anche sezioni marroni, che corrispondono al colore del terreno.

Lo stesso studio ha indicato che i confini tra le sezioni bianche e nere dei panda aiutano a rompere visivamente il contorno dei corpi, quindi i predatori hanno meno probabilità di notarli.

Inoltre, quando gli scienziati hanno utilizzato una tecnica di mappatura dei colori per confrontare il modo in cui diversi animali corrispondono visivamente ai loro sfondi naturali, è stato scoperto che i panda giganti rientrano nella gamma di specie che sono state tradizionalmente considerate ben mimetizzate.

L’ articolo scientifico è stato pubblicato il 28 ottobre su Scientific Reports.