Compagno di coccole

La seconda ondata della pandemia si sta facendo sentire pesantemente in tutta Europa, soprattutto in Belgio. Qui, il governo ha deciso di affrontarla in modo severo ma nello stesso tempo compassionevole, inserendo fra le disposizioni da rispettare durante il lockdown l’introduzione del “compagno di coccole” o “knuffelcontact”. Si tratta di un curioso provvedimento mirato a fornire un importante sostegno psicologico per preservare la salute mentale dei cittadini belgi.

 

Il “compagno di coccole” come antidoto alla tristezza

Il premier Alexander De Croo ha annunciato il provvedimento, motivandolo con lo stato di assoluta emergenza in cui si trova il Paese e con la contemporanea necessità di aiutare i cittadini a superare questo momento difficile. Il premier spiega il funzionamento di questa iniziativa, precisando che ogni membro della famiglia può ricevere un “compagno di coccole” senza poter ricevere altre visite in contemporanea; pertanto, ogni famiglia può ricevere un “compagno di coccole” per volta. L’unica eccezione è costituita da coloro che vivono da soli, i quali possono invitare una persona oltre al compagno di coccole, ma mai contemporaneamente.

Si tratta di un tenero modo per evitare il verificarsi delle previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero l’aumento della diffusione della depressione in tutto il mondo nel 2020. Già a marzo, l’OMS prevedeva che questa sarebbe stata la seconda malattia più frequente dopo quelle cardiovascolari, ponendo l’isolamento sociale come principale fattore di rischio. Altri Paesi, in particolare l’Olanda e il Regno Unito, avevano adottato soluzioni simili durante il primo lockdown, seppur legate a una finalità prettamente sessuale.

In Olanda si parlava specificamente di “seksbuddy”, un compagno di letto, mentre il Regno Unito, subito dopo la fase più restrittiva, aveva introdotto una concessione simile a quella del governo belga: la “support bubble”, bolla di sostegno, che consentiva a una persona che viveva da sola di incontrare in casa, o comunque nello stesso ambiente, una persona non convivente. L’Italia invece aveva accolto in modo polemico la scelta di escludere gli amici dalla definizione di congiunti, non tenendo conto della situazione in cui si trovavano 8 milioni di italiani che vivono da soli e che soli rimanevano durante la quarantena.

Foto di StockSnap da Pixabay