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La terza stagione de La fantastica signora Maisel è uscita su Amazon Prime Video lo scorso 6 dicembre. Creata da Amy Sherman-Palladino, la serie è nuovamente candidata ai Golden Globes nella categoria “Best Television Series – Comedy or Musical”.

Per chi non la conoscesse, queste vacanze di Natale possono essere un’ottima occasione per recuperare questo gioiellino pluripremiato e ambientato nella New York degli anni ’50. La sua creatrice è famosa tra le millennial: infatti, Amy Sherman-Palladino è la “mamma” di Gilmore Girls, da noi Una mamma per amica, serie tv che ha influenzato la nostra adolescenza.

 

Chi dice che il femminismo debba essere distopico?

Senza fare spoiler, Miriam “Midge” Maisel è una ragazza ebrea, sposata con due figli, dell’alta borghesia newyorkese: questi aggettivi sono tutti necessari. Nonostante la carriera da dirigente, il marito spera di sfondare nel mondo della stand-up comedy. Peccato che Joel Maisel non sia affatto divertente: in un momento di sconforto, rivela alla moglie di avere una relazione con la sua segretaria stupida e la lascia. La vita perfetta di Midge va in frantumi, e qui la donna comincia a smantellare uno dopo l’altro gli stereotipi degli anni ’50: dopo la sconvolgente verità, la signora Maisel si ritrova ubriaca sullo stesso palco “calcato” dal marito. È lei il vero talento comico.

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In quasi tutti gli episodi sono fatti in modo tale che Midge possa esibirsi e mettere alla berlina, con estrema autoironia, quello che accade nella sua vita. Quasi senza filtri, parla di tutto e di tutti: marito, vita domestica, figli, i genitori, religione, contesto politico e – rullo di tamburi – condizione ed emancipazione femminile. Il “quasi” è d’obbligo perché siamo pur sempre negli anni ’50 e certe parole non si dicono: il reato di oscenità è dietro l’angolo. Infatti, lo sa bene il suo mentore e spalla Lenny Bruce, famoso comico dissacrante realmente esistito. Bisogna fare attenzione ai monologhi: sebbene siano divertenti, gli stereotipi di allora sono ancora spaventosamente attuali. Midge, con la sua vivace parlantina, lotta per l’emancipazione e già il secondo episodio ne è una prova. Una donna non deve dipendere da un uomo per vivere. Può essere emancipata e indipendente, contando sulle proprie forze.

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Sono la signora Maisel, grazie e buonanotte!

Sceneggiatura, costumi e fotografia sono curati a livello maniacale, rendendo alla perfezione l’atmosfera vintage di quell’epoca. Quanto ai personaggi, mentre Midge si impegna ad abbattere i muri degli stereotipi insieme alla sua manager Susie, la sua famiglia sembra una caricatura, ma solo all’inizio: padre docente di matematica all’università e madre fissata con la bellezza esteriore, per citarne due. La serie è senza dubbio frizzante e leggera, portando comunque lo spettatore a riflettere: bisogna ricordare che i primi due episodi sono introduttivi quindi possono sembrare un pochino lenti.

Questa serie, disponibile su Amazon Prime Video, è candidata per i prossimi Golden Globe come miglior serie televisiva commedia o musicale, e Rachel Brosnaham come miglior attrice protagonista nella stessa categoria. Composta da tre stagioni per un totale di 26 episodi, la serie è stata già rinnovata per una quarta prevista per la fine del 2020.