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Foto di Robina Weermeijer su Unsplash

Quando si parla di calcoli renali, la colpa viene generalmente imputata alle abitudine alimentari, soprattutto sui liquidi, e la genetica. Se nel primo caso quindi ci si può mettere di impegno per ridurre il rischio di soffrirne, nel secondo caso invece diventa più come un tiro di dadi. La nostra specie ne ha sempre sofferto, ma uno studio recedente sembra aver individuato un nuovo responsabile dietro a questo fastidioso evento, spesso molto doloroso.

Dietro la forma piĂą comune di calcoli renali, quelli di ossalato di calcio, sembrerebbero esserci i batteri. Se prima non ci ponevano piĂą di troppe domande sulla loro presenza in quanto possono rimanerci intrappolati e anche solo aggrapparsi ad essi, in una nuova ricerca li si indica come responsabili grazie a un nuovo meccanismo individuato.

 

I batteri e i calcoli renali

Tramite una tecnica che ha permesso di evidenziare i batteri con una fluorescenza, si sono accorti di come i batteri non si trovavano semplicemente appesi ai calcoli renali, ma ne hanno scoperto di vivi all’interno. Sembra un aspetto da poco, ma cambierebbe il paradigma su come vengano considerati. Non piĂą semplicemente un biocomposito inorganico, ma anche organico.

Le parole dei ricercatori statunitensi: “La nucleazione e la crescita dei cristalli è un processo complesso, con molti fattori in grado di fungere sia da promotori che da inibitori a seconda dell’esatta situazione ambientale e delle caratteristiche fisiche della molecola. Questi risultati potrebbero anche contribuire a spiegare le connessioni tra infezioni ricorrenti del tratto urinario e formazione ricorrente di calcoli renali, e fornire spunti su potenziali trattamenti futuri per queste condizioni. Vogliamo capire esattamente cosa rende alcuni pazienti particolarmente suscettibili alla formazione ricorrente di calcoli e cosa caratterizza queste particolari specie di batteri che permette loro di nucleare questi calcoli.”