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Foto di Oli Woodman su Unsplash

L’inquinamento causato dalla plastica va a toccare diversi aspetti e tra quelli invisibili all’occhio nudo umano è il fenomeno dei frammenti minuscoli dispersi nell’ambiente. Il prodotto di una non natura decomposizione porta i suddetti frammenti a spargersi per tutto il globale e addirittura a infilarsi negli esseri viventi, quindi anche noi. Tra i prodotti che più di tutti producono frammenti del genere ci sono i vestiti e per diverse ragioni.

Ormai molto abiti sono prodotti con materiale sintetico la cui disgregazione porta a particelle di plastica piccolissime. Quando si lavano in lavatrice i suddetti capi di abbigliamento, si finisce per liberare nell’ambiente migliaia di frammenti. partendo da questo presupposto, dei ricercatori hanno sviluppato un filtro in grado di bloccare il 99% delle particelle liberate durante i cicli di pulizia.

 

Plastica, abbigliamento e inquinamento

Un brevetto depositato in Germania parla di un filtro ideato su come molti cetacei mangiano gli esseri microscopici filtrando l’acqua di mare. L’acqua in sé, ingoiata, viene poi eliminata attraverso le branchie, passaggio nel quale il plancton rimane bloccato all’interno dell’animale. Un sistema semplice a forma di cono che blocca quest’ultimi perché troppo grandi, un sistema applicabile anche ai frammenti di plastica alle lavatrici.

Le parole dei ricercatori dell’Università di Bonn: “Durante l’assunzione del cibo, l’acqua scorre attraverso la parete permeabile dell’imbuto, viene filtrata e l’acqua priva di particelle viene poi rilasciata nell’ambiente attraverso le branchie. Tuttavia il plancton è troppo grande per questo scopo; viene trattenuto dalla struttura naturale del setaccio. Grazie alla forma a imbuto, poi rotola verso l’esofago, dove viene raccolto finché il pesce non lo deglutisce, cosa che svuota e pulisce il sistema.”