
La calvizie, per quanto sia una condizione puramente estetica, rappresenta per alcuni uomini un problema che tocca sfera emotiva e psicologica. Uno dei farmaci più efficaci, la finasteride, è dagli anni ’90 considerato tra i più efficaci in tal senso, ma sempre più recenti studi ne stanno sottolineando la pericolosità. Negli ultimi anni sono emersi dubbi crescenti riguardo alla sua sicurezza, soprattutto per il possibile legame con depressione, ansia e pensieri suicidi, il che va a braccetto sulla motivazione dietro all’assunzione stessa del farmaco.
Questo farmaco contro la calvizie agisce bloccando l’enzima che converte il testosterone in diidrotestosterone, di fatto l’ormone responsabile della miniaturizzazione dei follicoli piliferi, processo che porta all’assottigliamento e alla conseguente caduta dei capelli. Andando a ridurre i livello di tale elemento, viene favoritala ricrescita e limita ulteriori perdite. Visto che lavora sul testosterone, non viene indicato per le donne e inolte può comportare effetti collaterali come la disfunzione erettile e riduzione della produzione di sperma.
Curare la calvizie maschile con altri problemi più gravi
I primi studi clinici su questo farmaco contro la calvizie non aveva mostrato problemi del genere. Si tratta tutto di cose sorte successivamente con la normale sorveglianza individuando proprio un possibile aumento di depressione e ideazione suicidaria. A rendere la situazione complicata è che molti dei dati in merito sono arrivati solo su auto-segnalazione e non con studi specifici. Nonostante questo, l’effetto collaterale del suicidi è stato inserito ufficialmente come effetto collaterale in Europa.
Un aspetto positivo è che gli effetti collaterali tendono a diminuire con l’interruzione dell’assunzione del farmaco. Ci sono alternative a questo farmaco contro la calvizie, come trattamento ad uso topico, ma in generale questo tipo di farmaci sembrano avere effetti collaterali simili. Da questo punto di vista, vengono sconsigliati per chi già soffre di condizioni del genere, diventando quindi importante da evitare per chi vede del farmaco la speranza di risolvere uno stato mentale di disagio dovuto alla perdita dei capelli.








